Perché la nevrosi non è la perversione
A tutti i clinici può capitare di imbattersi in soggetti strutturalmente "perversi", anche se tendenzialmente le loro domande di aiuto sono al fondo inconsistenti e le relative terapie sostanzialmente inconcludenti. È bene che il terapeuta sia in grado di distinguere un nevrotico che può mostrare tratti perversi (nella sessualità così come nelle relazioni) da un perverso vero e proprio, perché si tratta di soggetti che differiscono profondamente in quanto alle logiche che governano i loro comportamenti. Le modalità di trattamento varieranno dunque in maniera significativa a seconda della diagnosi differenziale.