Lo sguardo dello psicoanalista
Che tipo di sguardo è quello di uno psicoanalista? Che cosa vede quando accoglie un soggetto che gli si rivolge? Come si approccia alla sua sofferenza? Che posizione tiene di fronte ai suoi interrogativi esistenziali, a volte laceranti?
Questo sguardo lo potremmo in un certo senso definire cieco, vuoto. Ovvero privo di giudizio, di aspettative, di fervore indagatorio. E’ uno sguardo che nella sua opacità accoglie la parola, più che l’immagine. La singolarità dell’essere, più che l’apparire.
