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title: Masochismo femminile e amore
description: Scopri perché alcune donne cercano relazioni dolorose. Un'analisi psicodinamica del legame tra amore, sofferenza e l'ombra della figura paterna.
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date: 2025-09-29T08:35:46Z
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## L'enigma delle relazioni dolorose

Cosa spinge alcune donne a ricercare nella vita sempre le stesse tipologie di uomini che fanno soffrire e a mettere in atto comportamenti **masochistici**? Perché sono irresistibilmente attratte dal tormento in una relazione? E perché solo nel **dolore** riescono a sentirsi vive, ad avere cioè il senso non tanto di essere amate ma di **amare**?

L’argomento è molto complesso e si presta a svariati livelli di interpretazione. Qui ci interessa fornirne una chiave di lettura da un punto di vista **psicodinamico**, per altro non la sola possibile. La riflessione resta circoscritta a quei casi in cui è in gioco un rapporto fortemente ambivalente con la **figura paterna** e con il[ **padre assente**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/psicoanalisi/780-il-padre-assente.html "Il padre assente").

### La spiegazione psicoanalitica: l'ombra del padre

Di solito, nell’infanzia delle donne che incappano sempre in relazioni fortemente passionali ma sentimentalmente frustranti, si trova un **padre** che viene molto amato, che appare ai loro occhi di bambine come una specie di "eroe" con il quale si vive il privilegio di un rapporto speciale.

Ad un certo punto però questa figura, per vari motivi, subisce un brusco e forte ridimensionamento. Il papà buono e idealizzato cade, delude.

I motivi che determinano la messa in discussione della figura paterna possono essere svariati. Generalmente si tratta di tutte quelle circostanze che possono andare a ledere l’immagine narcisistica di una persona: un fallimento lavorativo, una malattia, un [**tradimento**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/amore/320-tradimento-e-fedelta-in-amore.html "Tradimento e fedeltà in amore"), un risvolto caratteriale collerico o fuori misura ecc...

In questi casi la figlia femmina entra in contatto con l'immagine non ideale del padre e allo stesso tempo sperimenta la sensazione di essere tagliata fuori da una parte di vita del genitore, che sente di non riconoscere più.

Tale sensazione in realtà ha un potenziale benefico se viene integrata nello psichismo nel modo corretto. La rottura dell'illusione del rapporto esclusivo con il padre mitizzato ridefinisce i ruoli, rimette ciascun membro della famiglia al proprio posto e "libera" la bambina da un legame invischiante di natura **edipica**. Inoltre permette di iniziare a inquadrare la figura genitoriale in maniera meno infantile: anche il genitore ha le sue pecche, non è perfetto e non è sempre accessibile.

Il problema nasce quando questa interiorizzazione fallisce, a causa di uno strappo traumatico, troppo brusco e violento, e della posizione che il padre assume nella dinamica relazionale con la madre. Se egli è percepito negativamente dalla moglie la caduta della sua figura risulta ancora più verticale e la visione del legame d'amore si lega nell'inconscio alla percezione del tormento e della distanza frustrante dell'uomo. Inoltre il cambiamento dell'immagine del padre e la sua indisponibilità si ribaltano sulla piccola, come se ella stessa fosse privata del suo valore speciale.

Se poi l'identificazione alla madre frustrata è molto forte il senso di disvalore risulta potenziato. L'[**amore**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/amore/1122-innamoramento-e-amore.html "Innamoramento e amore") non è più un dono che fa sentire speciali ma una **sofferenza** legata alla sfuggevolezza dell'oggetto d'amore, che va quindi inseguito e riconquistato nella speranza di poter riacchiappare, anche solo per un attimo, la sensazione inebriante di essere vista.

### La percezione dell'amore come sofferenza e conquista

Sentirsi nulla agli occhi dell’altro amato porta quindi fin dall'infanzia ad associare il sentimento dell'**amore** a quello di non essere amate con tranquillità e stabilità. Il dolce e l’amaro si uniscono in un binomio che si avvia a diventare indissolubile. I comportamenti da “**crocerossina**” che vediamo spesso nelle relazioni adulte trovano in questo fenomeno la loro ragione: per tentare di restaurare nell'**inconscio** l’immagine ideale dell'uomo "bello buono e amorevole" (e quindi per essere viste da lui come altrettanto valorose) queste donne fanno di tutto, si mettono letteralmente al servizio dell'altro.

Nel momento della ricerca di un oggetto d’amore al di fuori della famiglia, la scelta tende a ricadere su uomini che condividono il tratto paterno della non piena arrivabilità, dell’indisponibilità, della freddezza, oppure al contrario della fragilità travestita da atteggiamenti da "macho alfa".

Il paradosso è solo apparente perché spesso gli uomini estremamente compatti e freddi custodiscono dentro loro stessi dei lati di estrema fragilità, e sono proprio questi ultimi a far leva sulla speranza della donna di poterli redimere, salvare e infine conquistare. I due estremi dell’ ”uomo che non deve chiedere mai” e dell’uomo "castrato" si trovano così a coincidere in una parentela di opposti.

Nei comportamenti **masochistici** di cui molte donne sono capaci si può intravedere un godimento particolare, quello dell’essere soggiogate e variamente "maltrattate" dall’altro, come se solo nell’esperienza del **dolore** e della frustrazione fosse possibile reperire l’eccitante sensazione d’essere vive e d'amare. La traccia rovente del primo oggetto d’amore si ripresenta tale e quale nella vita affettiva adulta.

### Oltre la ripetizione: il percorso psicoterapeutico

Le donne che si portano dentro questa predisposizione ad associare l'**amore** al rifiuto, al sentirsi innamorate nella misura in cui l'altro le mortifica o risulta sfuggente, tendono a tollerare le peggiori umiliazioni da parte del partner, giustificandolo sempre e rintracciando sistematicamente in se stesse la colpa.

Se da un lato è inevitabile per certe donne essere attratte da uomini che possiedono queste specifiche caratteristiche, dall'altro la presa di consapevolezza può fare da argine rispetto alle situazioni più pericolose e **tossiche**.

Il lavoro **psicoterapeutico** non può cancellare la traccia dell'oggetto perduto ma può illuminare la logica sottostante a certe scelte infelici, portando la donna ad assumere un atteggiamento responsabile nei confronti dei propri atti.

Se si riesce a promuovere un buon livello di consapevolezza ciò può tradursi in abbandono della posizione di **vittima**, con tutti i vantaggi secondari che sentirsi vittima innocente dell'altro brutale comporta.

L'uomo violento, sia solo verbalmente o negli atteggiamenti, lo si sceglie, sempre. Restare in un rapporto d' [**amore malato**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/amore/703-amore-malato.html "Amore malato") è un atto di volontà, non una calamità che accade e basta.

Alcune caratteristiche proprie dell'uomo sfuggente, se restano appetibili anche dopo un lavoro di terapia spinto a fondo, possono finalmente essere reperite come tratti isolati all’interno di relazioni nel complesso non patologiche, costituendo dei piccoli residui innocui del primo e indimenticabile oggetto d’amore.

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