Depressione al femminile nella contemporaneità

La donna, rispetto all'uomo, si trova più esposta all'esperienza della depressione. Questo perché per sua struttura ha un rapporto più stretto con la mancanza, con la vulnerabilità, con il non avere. Tendenzialmente l'uomo trova più facilmente una gratificazione nel possesso, nel potere, nella conquista.

Mentre la femminilità comporta un'apertura al mistero, alla cura, all'amore, alla relazione, all'arte, a tutto ciò che non pertiene al mero registro della competitività e della lotta per l'affermazione di sè. Naturalmente abbiamo anche delle eccezioni rispetto a questo schema: uomini eterosessuali ed esteriormente virili in posizione più femminile e donne altrettanto eterosessuali e dal sembiante a volte anche iper femminile ma psichicamente virilizzate.

Perché questa associazione di depressione e femminilità? L'affetto depressivo si instaura ogni volta che un soggetto è esposto a una perdita che tocca e svuota il suo essere, accentuandone la costitutiva fragilità. Ecco allora che si spiega il sentimento di non valere nulla che qualifica questo stato luttuoso, spesso associato a inerzia, mancanza di spinta vitale e auto rimproveri assolutamente infondati.

Per la donna, a differenza dell'uomo, la situazione che più frequentemente scatena vissuti depressivi appare la perdita di un amore. L'essere amata dona consistenza al suo essere, mentre la controparte maschile, pur nella sofferenza per la fine di una relazione, non mette in discussione radicalmente la propria persona, che rimane di solito saldamente ancorata a identificazioni solide. Anche l'uomo soffre per una rottura sentimentale, ma le basi del suo essere non ne vengono intaccate. Più facilmente trova una compensazione nel lavoro o in attività che ne esaltano bravura e competenza.

Una donna invece, ancor oggi che il suo ruolo sociale non prevede più un'esclusiva dedizione al proprio uomo e alla famiglia, senza amore ad un certo punto della propria vita si percepisce persa, inutile, in balia dei venti. Sempre più di frequente accade che vada in crisi dopo un periodo considerevole di tempo dedicato esclusivamente alla carriera e all'inseguimento di una realizzazione professionale, sulla scia di una modalità di esistere tipicamente maschile. Bastano un arresto della carriera, un problema di lavoro, la comparsa dei primi segni del tempo, lo scadere dell'età biologica per la procreazione a mettere in crisi il modello virile a cui si era uniformata.

La solitudine affettiva viene percepita in tutta la sua drammaticità, portando con sè sentimenti di vacuità esistenziale, noia, sensazione di ottundimento sensoriale, come se il mondo e i suoi colori fossero improvvisamente sbiaditi. Gli stessi obiettivi che avevano appassionato per anni sono considerati inutili e privi di fondamento. Le relazioni superficiali coltivate solo per divertimento o la solitudine sopportata per anni in nome di un amore ideale proiettato nel futuro appaiono di colpo come uno spreco, un'imperdonabile perdita di tempo che ha sottratto vita e possibilità di incontri autentici e reali, seppur imperfetti.

La cura della depressione femminile avrà perciò come primo obiettivo svegliare chi ne soffre dal proprio torpore e dall'atteggiamento di auto denigrazione. La terapia fungerà sia da iniezione di vita attraverso un supporto emotivo e una viva relazione di parola con il curante, sia da luogo in cui si possa portare avanti una riflessione sulle cause profonde che hanno portato a mettere in secondo piano la propria femminilità in nome di un adeguamento a modelli di natura maschile.

Una riscoperta di cosa vuol dire essere donna può gettare le basi per recuperare un rapporto più armonico con la vulnerabilità e sensibilità che qualificano ogni essere femminile, anche quello apparentemente più forte e corazzato. Ciò non all'insegna della passività, della svalorizzazione o di una rassegnazione a una presunta inferiorità femminile. Al contrario questo lavoro porterà a non vedere più nelle qualità che tipizzano la donna un meno e a valorizzarle nella loro diversità e ricchezza rispetto ai diktat sociali di competitività e dominanza.

Altri articoli sulla depressione

Narcisismo e depressione latente

La depressione, in questo momento storico più che mai, è una problematica  trasversale a molte domande di cura. 

Leggi l'articolo

Cinismo e depressione nella contemporaneità

La forma depressiva più comune nella contemporaneità è legata a un certo bipolarismo, che non si inquadra perfettamente nella sindrome bipolare benché mantenga con essa un rapporto di somiglianza di fondo.

Leggi l'articolo

Depressione e tristezza

Il termine depressione spesso viene evocato in maniera impropria, per riferirsi o a banali cadute di tono dell’umore o a stati dell’animo più complessi, che comunque restano ancora sotto l’ombrello della tristezza o di sentimenti sfumatamente luttuosi.

Leggi l'articolo

Il potere terapeutico della musica

La musica ha un indubbio potere terapeutico, soprattutto per ciò che riguarda le problematiche legate allo stress, all’ansia e a certe forme depressive.

Leggi l'articolo

Depressione e percezione del tempo

l rapporto con la temporalità è centrale in tutte le manifestazioni depressive, dalle più leggere a quelle di rilevanza clinica.

Leggi l'articolo

Come combattere la depressione

La depressione per alcuni può essere la compagna di una vita, per altri un incontro occasionale in circostanze difficili, per altri ancora uno spauracchio da evitare a tutti i costi.

Leggi l'articolo

Depressione latente

Uno stato latente di depressione può essere celato efficacemente da atteggiamenti e comportamenti di natura apparentemente lontana dall’affetto depressivo

Leggi l'articolo

Cosa significa soffrire di depressione?

Periodi difficili, momenti di smarrimento, circostanze luttuose fanno parte dell’esperienza comune ad ogni uomo e pertanto non sono da considerare di per sé  come eventi patologici.

Leggi l'articolo

Depressione: alcune differenze di genere

Nell’ascolto della sofferenza depressiva si possono cogliere delle sfumature specifiche che riguardano rispettivamente gli uomini e le donne.

Leggi l'articolo

Depressione: è solo una malattia?

Il paradosso dell’approccio moderno alla depressione, che la riconosce come una malattia da curare esclusivamente con i farmaci confidando nella possibilità della sua eradicazione completa, è la sua cronicizzazione. 

Leggi l'articolo

Ipersensibilità artistica e depressione

I così detti “ipersensibili”, spesso artisti o persone altamente creative, sono soggetti che vedono e sentono sfumature e sottigliezze che agli altri di norma sfuggono.

Leggi l'articolo

Depressione o scarsa volontà?

“Sono sempre stato un bighellone” mi ha detto recentemente un paziente con un certo tono di auto rimprovero durante uno dei primi incontri.

Leggi l'articolo

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

Via della Moscova 40/6 • 20121 Milano
N. iscr. Albo Ordine degli Psicologi 03/8181 • Partita Iva 07679690961