Come si riconosce una depressione? Cosa la distingue dalla semplice tristezza? Sicuramente la sua durata nel tempo e il suo grado di interferenza sulla capacità di azione. Una certa variabilità dell'umore fa parte della natura umana, per cui esistono delle oscillazioni assolutamente normali che sono semplicemente conseguenza di accadimenti esterni.

Alcune forme depressive, soprattutto quelle che assumono la connotazione di un sottofondo permanente di noia e di infondatezza esistenziale, sottendono l'aver girato le spalle alla possibilità di essere autenticamente felici. In un preciso momento della vita si sono cioè portate avanti delle scelte all'insegna della paura.

Sempre più frequentemente capita di osservare, nelle forme di malessere contemporaneo, un'associazione fra stati depressivi e tendenza ad assumere comportamenti conformistici, che riflettono cioè un adeguamento acritico alle maschere sociali imperanti nel proprio ambiente di riferimento.

L'effetto più noto e conosciuto della depressione é senz'altro un'importante paralisi di ogni spinta vitale. Il depresso annega lentamente in uno stagno di immobilismo assoluto, che lo rende incapace di muoversi e di portare avanti qualsiasi scelta.

L'umore depresso si associa sempre alla percezione di un'impotenza, al venir meno della fiducia nella possibilità di un cambiamento, alla sensazione di trovarsi "incastrati" e di non avere via di uscita. Esistono situazioni che effettivamente per loro natura evocano tali vissuti: la morte di una persona cara, una malattia invalidante, una violenza subita.

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Riconoscere la depressione

Come si riconosce una depressione? Cosa la distingue dalla semplice tristezza? Sicuramente la sua durata nel tempo e il suo grado di interferenza sulla capacità di azione. Una certa variabilità dell'umore fa parte della natura umana, per cui esistono delle oscillazioni assolutamente normali che sono semplicemente conseguenza di accadimenti esterni.

Depressione e rinuncia

Alcune forme depressive, soprattutto quelle che assumono la connotazione di un sottofondo permanente di noia e di infondatezza esistenziale, sottendono l'aver girato le spalle alla possibilità di essere autenticamente felici. In un preciso momento della vita si sono cioè portate avanti delle scelte all'insegna della paura.

Tristezza o depressione?

Come riconoscere la differenza fra un periodo critico, in cui ci si trova ad affrontare una delusione o una perdita, e l'instaurarsi di un vero e proprio affetto depressivo? Cosa distingue la sofferenza, il patire un dolore, lo stare male da una condizione clinica?

Le invisibili catene della depressione

L'umore depresso si associa sempre alla percezione di un'impotenza, al venir meno della fiducia nella possibilità di un cambiamento, alla sensazione di trovarsi "incastrati" e di non avere via di uscita. Esistono situazioni che effettivamente per loro natura evocano tali vissuti: la morte di una persona cara, una malattia invalidante, una violenza subita.

La depressione: un affetto molto umano

In psicoanalisi parliamo più di affetto depressivo che di depressione. La depressione è un affetto perché è intimamente legata al nostro sentire, alla sua gamma di tonalità e sfumature.A rigore dunque non è una malattia ma una possibilità strettamente connessa alla natura umana.

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

L'inventore della psicoanalisi ne era profondamente convinto: la poesia coglie con immediatezza stati dell'animo che la ragione descrive, circonda col pensiero senza tuttavia afferrarne il cuore pulsante.

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

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