La depressione: superarla o restarne intrappolati

In alcuni momenti della vita può capitare a tutti di trovarsi in balia di altre persone o di eventi esterni. Così come può accadere di sperimentare la delusione, il tradimento, l’abbandono, la perdita. In queste situazioni possiamo andare incotro a vissuti di depressione, di impotenza e solitudine.

Tocchiamo con mano la nostra limitatezza e vulnerabilità: sperimentiamo di non essere poi così importanti per l'Altro come credevamo. Ma vedere questa nostra imperfezione non ci fa piacere. Ognuno di noi  desidera mostrare un’immagine positiva di se stesso ai propri e altrui occhi. Ognuno desidera essere desiderabile per l'Altro.

Chi riesce a rimarginare tale ferita, aperta dalla perdita del riferimento sicuro dell'Altro? E chi invece cade in una vera e propria depressione?

Colui che supera con successo i torti e le delusioni inflitte dall’Altro non si limita ad attribuire a lui colpe ed insufficienze. Incolpare sempre l’Altro è una strategia per non mettersi in discussione ma è vincente solo nel breve periodo. Alla lunga ci si trova da soli, in un isolamento che può nuovamente favorire l’insorgenza della depressione. Chi dunque reagisce in maniera equilibrata a un proprio fallimento o a una propria impotenza prende atto della situazione, non si rifiuta di guardarla così come è. Non si attacca al periodo mitico del “prima” ma decide di affrontare l’”oggi”. Di fatto ridimensiona l’immagine di sé, integrando la nuova nella vecchia. Con un effetto liberatorio: si concede di essere quel che è. Limiti inclusi. Si autorizza a vivere e a desiderare nuovamente, tollerando il rischio di ulteriori fallimenti e delusioni nella relazione con l’Altro.

Cosa accade invece a chi scivola verso la depressione conclamata? A livello inconscio rimane agganciato al momento della perdita. Si rifiuta di lasciare andare ciò che ha perso, perché questo significherebbe confrontarsi con la mancanza che si è aperta in lui, con la propria limitatezza. Così il dolore non passa mai, la tristezza è sempre quella del primo momento, non si smorza, non si affievolisce. Col passare del tempo i pensieri e i comportamenti sono identici a quelli esibiti nei giorni immediatamente successivi all’evento scatenante. Questo lamento incessante impedisce un lavoro di rielaborazione dell’immagine di sé. Non consente di rimettersi in gioco nelle relazioni e più in generale in progetti di vita. <<Tanto tutto è destinato al fallimento>> - si dice il depresso - <<a che pro provare di nuovo? Perché esporsi a rischi? Meglio la rinuncia, meglio l’arido e desolante confort dell’ isolamento, meglio il lamento rispetto all’incontro con l’umiliazione del fallimento!>>.

Cerca nel sito

Seguimi su

Articoli più letti

Depressione e conformismo

Sempre più frequentemente capita di osservare, nelle forme di malessere contemporaneo, un'associazione fra stati depressivi e tendenza ad assumere comportamenti conformistici, che riflettono cioè un adeguamento acritico alle maschere sociali imperanti nel proprio ambiente di riferimento.

Lutto e depressione: somiglianze e differenze

 

Uno stato luttuoso successivo ad una perdita, sia essa di una persona, di un lavoro o di una condizione esistenziale, spesso ad un occhio non esperto non appare distinguibile dalla depressione. In comune vi sono infatti alcune manifestazioni tipiche: un profondo e doloroso scoramento, una perdita di interesse per il mondo esterno e per la maggior parte delle attività quotidiane e un affievolimento della capacità di amare.

Tristezza o depressione?

Come riconoscere la differenza fra un periodo critico, in cui ci si trova ad affrontare una delusione o una perdita, e l'instaurarsi di un vero e proprio affetto depressivo? Cosa distingue la sofferenza, il patire un dolore, lo stare male da una condizione clinica?

Depressione al femminile nella contemporaneità

La donna, rispetto all'uomo, si trova più esposta all'esperienza della depressione. Questo perché per sua struttura ha un rapporto più stretto con la mancanza, con la vulnerabilità, con il non avere. Tendenzialmente l'uomo trova più facilmente una gratificazione nel possesso, nel potere, nella conquista.

La depressione: superarla o restarne intrappolati

In alcuni momenti della vita può capitare a tutti di trovarsi in balia di altre persone o di eventi esterni. Così come può accadere di sperimentare la delusione, il tradimento, l’abbandono, la perdita. In queste situazioni possiamo andare incotro a vissuti di depressione, di impotenza e solitudine.

Riconoscere la depressione

Come si riconosce una depressione? Cosa la distingue dalla semplice tristezza? Sicuramente la sua durata nel tempo e il suo grado di interferenza sulla capacità di azione. Una certa variabilità dell'umore fa parte della natura umana, per cui esistono delle oscillazioni assolutamente normali che sono semplicemente conseguenza di accadimenti esterni.

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

Via della Moscova 40/6 • 20121 Milano
N. iscr. Albo Ordine degli Psicologi 03/8181 • Partita Iva 07679690961

Note legali

Gli articoli, i post, i pensieri in versi e tutti i contenuti testuali originali presenti sul sito sono di esclusiva proprietà della dott.ssa Sibilla Ulivi, ed è vietato copiarli o distribuirli.
Vedi le Note legali.