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Perché parlare ad uno psicoanalista cura?

La parola racchiude in sè una potenzialità terapeutica fortissima. Non a caso una delle prime pazienti di Sigmund Freud usava l'espressione "talking cure", cura della parola, per riferirsi al percorso psicoanalitico che aveva intrapreso per gettare luce su alcuni conflitti psichici che la tormentavano. 

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Desiderio d'altro

Una caratteristica strutturale del desiderio umano e' quella di configurarsi come desiderio d'altro. La soddisfazione cioè non produce appagamento e acquietamento della spinta desiderante, ma paradossalmente la fa risorgere nel momento stesso in cui la placa. E' come se, arrivati al culmine della pienezza, inconsciamente ci dicessimo: << e adesso? Che cosa c'è dopo? Cos'altro?>>. Rinnovando la stessa insoddisfazione che ci aveva mosso in partenza.

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Volti dell'insoddisfazione

L'insoddisfazione e' uno stato mentale caratterizzato dalla spiacevole sensazione di non percepirsi a proprio agio nella situazione che si sta vivendo, come se non ci trovassimo al posto giusto nel momento giusto. Implica dunque un rifiuto nei confronti della realtà con la quale si è in contatto e un desiderio di fuga, la spinta a ricercare altrove pienezza e appagamento.

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Scacco in amore: pesantezza o superficialità?

Molta sofferenza psichica legata a sentimenti di solitudine o aridità affettiva deriva da una caratteristica tipica della nevrosi ossessiva, ossia il primato accordato all'ordine e alla stabilità. Le scelte affettive vengono dunque subordinate a questa esigenza di controllo, così che i vari partner "ufficiali" sono "selezionati" più sulla base di attributi esterni in linea con il modello auspicato che non a partire da un'autentica spinta desiderante.

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Lo sguardo dello psicoanalista

Che tipo di sguardo è quello di uno psicoanalista? Che cosa vede quando accoglie un soggetto che gli si rivolge? Come si approccia alla sua sofferenza? Che posizione tiene di fronte ai suoi interrogativi esistenziali, a volte laceranti?

Questo sguardo lo potremmo in un certo senso definire cieco, vuoto. Ovvero privo di giudizio, di aspettative, di fervore indagatorio. E’ uno sguardo che nella sua opacità accoglie la parola, più che l’immagine. La singolarità dell’essere, più che l’apparire.

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Sublimazione artistica e difesa nevrotica. Che differenza c'è?

Nell'immaginario collettivo la pratica artistica si avvale della bellezza dell'opera d'arte nel tentativo di rimuovere ciò che di insensato e di brutto accompagna l'uomo nella sua esistenza quotidiana. L'arte si contrapporrebbe quindi alla volgarità del mondo, in una sorta di sua trasfigurazione idealizzante che ne agevolerebbe la vivibilità attenuandone il carattere scabroso.

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L’accoglienza in psicoanalisi

Il trattamento psicoanalitico differisce profondamente da tutte quelle tecniche psicoterapeutiche che hanno di mira la modificazione diretta di comportamenti così detti “disfunzionali” (quali ad esempio depressione, attacchi di panico, ansia, anoressia ecc…).La psicoanalisi infatti considera questi sintomi come la punta di un iceberg, ovvero come delle manifestazioni visibili di un disagio più profondo.

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Dagli errori si impara...

Uno dei poteri trasformativi della psicoanalisi risiede nella valorizzazione dell’errore, dell’inciampo, come fonte di crescita e di maturazione personale. Questo punto può sembrare contro intuitivo, dal momento che nello stesso tempo un lavoro psicoterapeutico punta a far emergere la responsabilità personale, dunque in un certo senso non assolve l’individuo, spingendolo a confrontarsi con se stesso.

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Perché il nevrotico e' sempre un po' infantile?

 

Partiamo dal presupposto che la normalità assoluta e' un concetto inapplicabile alla psiche umana. Siamo in effetti tutti un po' nevrotici, nella misura in cui ci troviamo costretti per struttura a subire rinunce e frustrazioni, in virtù delle quali però possiamo beneficiare dei vantaggi della civiltà e del vivere in società.

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Ripetizione e convergenza in analisi

Durante un’analisi si parla. Se si segue il filo dell’associazione libera viene dato il via ad un flusso di parole, che assume la consistenza di una massa solo in apparenza informe. In realtà è possibile leggervi in filigrana un’organizzazione ed una logica, al di là della ridondanza di superficie.

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Perché il desiderio fa paura

Quando ci approcciamo a qualcosa o a qualcuno che ci cattura nel profondo ci succede frequentemente di avvertire una spinta a indietreggiare. A ritrarsi, a sfuggire la situazione o la persona in questione. Questo fatto appare inconciliabile con una visione semplicistica del desiderio umano, che tende ingenuamente a collocarlo in un rapporto sereno e non conflittuale con il suo oggetto.

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Il valore della psicoanalisi

E'difficile riassumere in poche righe la molteplicità delle motivazioni per cui una psicoanalisi ha effetti terapeutici. Mi piacerebbe circoscrivere questa riflessione al tema della “castrazione” che, sulla base della mia esperienza e sensibilità, ha un valore centrale per intendere il senso dell’efficacia di una psicoanalisi.

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Questo articolo rispetta le linee guida del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.

L'autrice
Dott.ssa Sibilla Ulivi, Psicologa e Psicoterapeuta iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia (n°81/81).

Specializzata in Psicoterapia psicoanalitica, accoglie i pazienti nel suo studio a Milano in zona Moscova, offrendo uno spazio di ascolto autentico e profondo.

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