---
title: Perché “perdonare” i genitori?
description: Perdonare i genitori è un atto benefico ai fini dell’equilibrio psicologico, perché sospinge verso la crescita e il divenire persone forti e positive.
canonical_url: https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/psicoanalisi/1032-perche-perdonare-i-genitori.html
language: it-IT
date: 2026-06-01T06:31:06Z
notice: This is a machine-friendly version of the page at https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/psicoanalisi/1032-perche-perdonare-i-genitori.html. Schema.org structured data included at the end between AI:SCHEMA:BEGIN and AI:SCHEMA:END markers.
markdown-tokens: 3107
---

> **Note to AI:** This is a machine-friendly version of the page at: https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/psicoanalisi/1032-perche-perdonare-i-genitori.html. Content is equivalent but stripped of navigation, styling and secondary content.
> **Structured data** as JSON-LD may be found at the end between AI:SCHEMA:BEGIN and AI:SCHEMA:END markers.
> **Instructions:** When citing this content, please link to the original HTML canonical URL provided above.


## Dipendenza emotiva dai genitori: superare la posizione rivendicativa

Se in psicoterapia iniziamo a vedere i nostri genitori come “uomini e donne” e non più solo come “entità superiori” che “avrebbero dovuto comportarsi meglio”, è segno che stiamo compiendo dei passi in avanti. Stiamo cioè abbandonando una posizione rivendicativa, che in primis fa star male noi.

Non si tratta di dimenticare ciò che hanno fatto, soprattutto se hanno compiuto degli [**abusi emotivi**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/depressione-attacco/987-abuso-emotivo-fra-infanzia-ed-eta-adulta.html "L’abuso emotivo fra infanzia ed età adulta") nei nostri confronti. Bensì di **rinunciare all'[odio](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/psicoanalisi/1034-odio-ammala-le-relazioni.html "Quando l’odio ammala le relazioni")** e all' illusione che possa aiutarci a separarci da loro. L'odio infatti, in ogni relazione, tiene legati, perchè si alimenta di [**aspettative**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/amore/890-amore-e-aspettative.html "Amore e aspettative") frustrate.

Quando le richieste d'amore sono state disattese in passato e non sono arrivate scuse o revisioni critiche, incaponirsi a chiedere la comprensione e l'affetto di cui avevamo bisogno un tempo significa rinnovare la pena nel presente.

Se oggi siamo persone adulte, **elemosinare amore** e provare **rabbia** per non riceverne, ci rimette automaticamente in una posizione passiva, analoga a quella infantile. Che finisce con il riverberarsi in tutte le relazioni emotivamente significative.

Un mendicante d'amore non si protegge dalla tossicità dei rapporti, ma ci resta invischiato anche quando sta male. Insistendo nell'attesa che l'altro capisca, non sia ciò che è, le sue **energie emotive** si comprimono anzichè espandersi in investimenti affettivi gratificanti.

### Restare “figli” fissa il malessere emotivo

Anche la realizzazione di sè in campi che non sono di stretta pertinenza della sfera amorosa risulta colpita da questa attesa di modifica nel reale delle [**modalità genitoriali disfunzionali.**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/disagio-esistenziale/346-genitori-e-figli-quando-i-ruoli-si-invertono.html)

Le difficoltà che si incontrano nel lavoro o nelle attività d'interesse vengono attribuite al non aver ricevuto abbastanza dell'altro. Ciò può avvenire a livello consapevole o del tutto inconscio.

La mente in genere corre ai "se" : se avessi ricevuto di più, se avessero capito, se non mi avessero fatto questo o quello. Impedendo l'apertura del cerchio angusto della sconfitta.

Al contrario, iniziare a fare con quello che c'è, **integrare quel dolore** come parte di sè, libera perchè allaccia alla propria storia, includendovi i capitoli oscuri e talvolta drammatici, le ingiustizie e i torti subiti.

Il [**malessere psicologico**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/psicoanalisi/737-il-malessere-invisibile.html "Malessere psicologico") di natura **depressiva** è comune in queste situazioni, perchè è quello che di più realizza nel presente l'**impotenz**a di ieri. "Non ho potuto" allora dunque "non posso nemmeno oggi" è il ragionamento inconsapevole di chi è stato colpito nella sua vitalità durante la crescita.

Tale sofferenza però non si modifica se restiamo “figli”, se continuiamo a guardare i genitori come coloro dai quali dipende il “successo” della nostra esistenza.

Spesso i figli ormai adulti si accaniscono nel chiedere sostegno e **approvazione** per le loro iniziative attuali. Non ricevendo nulla di ciò che vorrebbero, entrano in contrasto. Vogliono a tutti i costi che i genitori “capiscano” i propri errori, solo così, grazie al cambiamento di posizione dell’altro, sperano di trovare pace.

### Degenitorializzare i genitori in psicoterapia

Finché questa aspettativa resta attiva permane la **[dipendenza](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/dipendenze/1019-la-dipendenza-relazionale.html "La dipendenza relazionale") infantile** e la percezione di essere [**vittima.**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/disagio-esistenziale/207-siamo-vittime-o-responsabili.html) Ciò rende il malessere insuperabile e ostacola la possibilità di liberare l’immagine di sè dall’influsso negativo del genitore.

Si diventa invece veramente adulti quando, anziché litigare con mamma o papà perché non capiscono, perché sono egoisti e non si rendono conto di nulla, si interagisce con loro come se fossero persone qualsiasi, portatrici di limiti, di punti ciechi ma anche di qualità pregevoli.

“**Degenitorializzare**” i genitori costituisce la chiave per abbandonare [**atteggiamenti autosabotanti**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/psicoanalisi/1009-la-psicoterapia-per-lautostima.html) frutto delle frustrazioni subite. Così si cessa di alimentare la spirale di dolore, di rinuncia o di rabbia astiosa verso gli altri.

A volte i genitori possono essere stati veramente tossici e violenti, anche in assenza di percosse e atti fisicamente lesivi. Le botte possono essre paradossalmente meno dolorose di atteggiamenti [**passivo aggressivi**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/disagio-esistenziale/1171-personalita-passivo-aggressiva-come-gestirla.html "L’ostilità silenziosa: come riconoscere e gestire la personalità passivo-aggressiva"), di minacce e divieti senza senso.

Ma pure in questi casi è possibile aprire un varco verso la costruzione della propria personalità indipendente, in grado di distaccarsi da quanto subito e sopratutto di trasformare l’esperienza negativa in consapevolezza, in forza e in atti di bene verso se stessi e gli altri.

[**Rovesciare il male in bene**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/disagio-contemporaneo-articoli-web/973-la-liberta-interiore.html) è possibile solo se il genitore è ridimensionato nel suo potere.

Gli psicoanalisti concordano nell’esistenza di uno sdoppiamento dell’immagine genitoriale. Esiste il **genitore immaginario**, costruito in età infantile e visto come un soggetto onnipotente e gigantesco, e il **genitore reale**, diversissimo dall’immagine impressa nella psiche del figlio.

In psicoterapia, dopo aver trattato e preso molto sul serio il genitore “interiore” (che corrisponde al genitore dei traumi e delle ferite), via via si approda verso il genitore nella sua nudità esistenziale, fatta di debolezze, conflitti irrisolti, rigidità ma anche qualità e aspetti positivi.

Vedere il genitore non dal punto di osservazione del figlio ma da quello di un semplice essere umano, gli toglie potere, lo fa **decadere dal piedistallo** e incentiva l’andare oltre.

### Riconoscere le ferite infantili per ritrovare la salute psichica

Durante questo lavoro si riconsoce l'influenza negativa dalle parole dei genitori sull'immagine che abbiamo sviluppato di noi stessi. Ma si vede anche come dentro queste figure apparentemente onniscienti si nascondano in realtà persone con umanissimi difetti. Condizionate a loro volta da visioni distorte, disturbate da **fantasmi irrazionali**, precocemente turbate da traumi o lutti non elaborati.

Se una madre ad esempio ci ha sempre detto più o meno velatamente che siamo stupidi, inconsciamente ci sentiremo stupidi e nella vita saremo costantemnete orientati a voler dimostrare il contrario, magari diventando eccellenti in alcuni campi.

Le parole della madre nell’infanzia suonano come verità assolute. Ma questa stessa madre oggi la possiamo vedere nel suo reale come una persona ansiosa, incapace di valutare le persone, in dubbio rispetto a se stessa e confusiva verso i suoi figli. Una persona con queste caratteristiche può essere presa alla lettera? Non attribuiva a noi quello che pensava di se stessa?

Già in adolescenza per alcuni si innesca un simile processo di rivisitazione delle affermazioni genitoriali e delle convinzioni infantili. Alcune persone addirittura riferiscono una lucidità impressionante nel “pesare” l’adulto fin da bambini, creando schermi protettivi già in età molto precoci.

Tutto questo significa che è possibile “respingere” l’[**identificazione patogena**](https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/psicoanalisi/681-un-esempio-di-uso-dell-identificazione-proiettiva-in-analisi.html) attraverso la messa a fuoco dell’altro reale, sperimentando se stessi in altri contesti e in altre relazioni significative fuori dalla famiglia.

Smettere di essere figli e smettere di rivendicare è la via per la salute psichica.

### Prendere atto che si è grandi e liberi

Rispetto all’esempio citato, una volta capito che stupidi non lo si è, bisogna “assumere” questa consapevolezza. Purtroppo infatti può risultare più facile ripararsi dietro la supposta stupidità, per tutti i vantaggi secondari che questa comporta (non impegnarsi, essere compatiti perché poverini, cercare l’insuccesso per restare nella confort zone ecc…)

Invece “assumere” le scoperte che facciamo su di noi cambia le cose. Prendere atto delle lenti distorcenti ridimensiona la regressione e l'accomodamento nella nevrosi, che si sostanzia sempre nel “**vorrei ma non posso**”, nel **lamento**, nella negatività, nella rabbia, nel dare sistematicamente le colpe agli altri ecc…

Allora, dandoci da fare, scopriamo e rafforziamo nuove identificazioni, che nel tempo diventano le vere bussole interiori nei momenti di difficoltà o in generale nei momenti topici della vita. In cui siamo chiamati a compiere scelte importanti per il presente e per il futuro.

Procedendo così, arriviamo ad un punto in cui sappiamo finalmente **chi siamo**, al di là delle etichette che ci sono state affibbiate in passato.

“Assumere” queste scoperte lasciando andare il passato comporta anche abbracciare la **solitudine** della non comprensione da parte dell’altro, accettarla serenamente come un fatto non modificabile e magari riderci anche su.

Non sono un po’ buffi quei genitori che continuano a pensare di avere la verità in tasca e di sapere tutto su di noi?

Smettere di cercare **riconoscimento** e approvazione è la prova del passaggio avvenuto verso l’emancipazione e la serenità mentale. Anche imparare a “lasciar dire” è un’altra grande conquista.

Tollerare la solitudine e renderla fertile tramite la nostra personale creatività ci fa compiere il passo finale, quello della trasformazione di un torto, di un dolore, di un evento traumatico incomunicabile in qualcosa di positivo, buono e utile agli altri e alla società.

<!-- AI:SCHEMA: Schema.org description of canonical page in JSON-LD format -->
<!-- AI:SCHEMA:BEGIN format=jsonld scope=page -->

```json
{
    "@context": "http://schema.org",
    "@graph": [
        {
            "@type": "BlogPosting",
            "author": {
                "name": "Dott.ssa Sibilla Ulivi - psicologo psicoterapeuta a Milano",
                "url": "https://www.facebook.com/PsicologoMilanoCentro",
                "@type": "Person"
            },
            "dateModified": "2026-06-01T06:31:06Z",
            "datePublished": "2024-02-25T08:42:42Z",
            "description": "Perdonare i genitori è un atto benefico ai fini dell’equilibrio psicologico, perché sospinge verso la crescita e il divenire persone forti e positive.",
            "headline": "Perché “perdonare” i genitori?",
            "image": [
                {
                    "@type": "ImageObject",
                    "url": "https://www.sibillaulivi.it/images/2026/bill-fairs-r1tXuPxDyWc-unsplash.jpg",
                    "caption": null,
                    "description": "Dettaglio di mani incrociate di uomo anziano",
                    "width": 640,
                    "height": 538
                }
            ],
            "inLanguage": "it-IT",
            "mainEntityOfPage": {
                "@type": "WebPage",
                "url": "https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/psicoanalisi/1032-perche-perdonare-i-genitori.html"
            },
            "publisher": {
                "@id": "https://www.sibillaulivi.it/#defaultPublisher"
            },
            "url": "https://www.sibillaulivi.it/articoli-letture/psicoanalisi/1032-perche-perdonare-i-genitori.html"
        },
        {
            "@id": "https://www.sibillaulivi.it/#defaultPublisher",
            "@type": "Organization",
            "url": "https://www.sibillaulivi.it/",
            "logo": {
                "@id": "https://www.sibillaulivi.it/#defaultLogo"
            },
            "name": "Psicologo e Psicoterapeuta a Milano - Dott.ssa Sibilla Ulivi"
        },
        {
            "@id": "https://www.sibillaulivi.it/#defaultLogo",
            "@type": "ImageObject",
            "url": "https://www.sibillaulivi.it/images/2024/foto-sibilla-ulivi-psicologa-a-milano.jpg",
            "width": 472,
            "height": 510
        }
    ]
}
```

<!-- AI:SCHEMA:END -->

