In terapia un tema frequentissimo riportato dai pazienti è quello della rabbia. La rabbia che tracima come un fiume in piena o quella che implode, avvelenando silenziosamente con cinismo e freddezza, esprimono entrambe un senso di rifiuto fortissimo nei confronti di ciò che accade.
Il dolore psichico, soprattutto quello ingenerato dalle frustrazioni relazionali, può essere così lacerante da spingere alcune persone nella disperazione, in un “buttarsi via” che si sostanzia nel cessare di dare il minimo valore a se stessi, ai propri obiettivi e alla propria vita.
Il presidente Trump ha autorizzato la trasmissione in diretta della fucilazione dell’ex maggiore Nidal Malik Hasan, responsabile della strage del 2009 nella nella base militare di Fort Hood in Texas.
Davvero la ragazza carina con le gonne lunghe o il ragazzo in giacca e cravatta sono più affidabili delle ragazze “affascinanti” e dei fusti “muscolosi”?
“Trova la tua strada”, analogamente a “trova te stesso”, è diventata una frase inflazionata. Di suo sarebbe piena di significato, ma oggi ha perso gran parte della sua profondità. La incontriamo ovunque, sui social media, nelle librerie, nei discorsi di guru o di personaggi dalla dubbia titolazione, che si propongono come guide motivazionali per soggetti in crisi. Così, ha finito per ridursi a una formula stereotipata e anche vagamente coercitiva.




