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Due forme di omosessualità maschile: l'omoerotico soggettivo e oggettivo

Nel suo articolo "nosologia dell'omosessualità maschile" Sandor Ferenczi tenta di mettere ordine rispetto ad una certa confusione imperante negli ambienti psicoanalitici in tema di omosessualità maschile. A riguardo "si fa di tutta un'erba un fascio" ci spiega l'autore. Gli omosessuali uomini non sono tutti uguali semplicemente perché condividono la stessa scelta d'oggetto sessuale (corrispondente al proprio sesso). Le loro motivazioni inconsce variano e possono dar luogo sostanzialmente a due tipi di "omoerotismo", uno passivo, soggettivo, femminile, l'altro attivo, oggettivo, maschile. Il primo è costituito da chi si sente donna e pertanto desidera essere amato da un uomo. Il secondo rappresenta invece una fuga nevrotica dalla donna, rientrando a pieno titolo in quadri di nevrosi ossessiva.

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

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