Due forme di omosessualità maschile: l'omoerotico soggettivo e oggettivo

Nel suo articolo "nosologia dell'omosessualità maschile" Sandor Ferenczi tenta di mettere ordine rispetto ad una certa confusione imperante negli ambienti psicoanalitici in tema di omosessualità maschile. A riguardo "si fa di tutta un'erba un fascio" ci spiega l'autore. Gli omosessuali uomini non sono tutti uguali semplicemente perché condividono la stessa scelta d'oggetto sessuale (corrispondente al proprio sesso). Le loro motivazioni inconsce variano e possono dar luogo sostanzialmente a due tipi di "omoerotismo", uno passivo, soggettivo, femminile, l'altro attivo, oggettivo, maschile. Il primo è costituito da chi si sente donna e pertanto desidera essere amato da un uomo. Il secondo rappresenta invece una fuga nevrotica dalla donna, rientrando a pieno titolo in quadri di nevrosi ossessiva.

Lo zingaro, metafora di desiderio

A partire da diverse angolature, D.H. Lawrence analizza in tutti i suoi romanzi e racconti il tema a lui più caro, la confusione dell'uomo e della donna moderni circa la sessualità e il desiderio

Quando il rifiuto è una domanda d’amore

Il rifiuto, anche quello più ostinato, freddo o rancoroso spessissimo nasconde una domanda disperata d’amore. Chi utilizza tale modalità all’interno dei rapporti amorosi ne è come soverchiato, sa che non porterà nulla di buono eppure non ne può fare a meno.

Sessualità femminile

Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, scopre un fatto rivoluzionario per la comprensione della sessualità femminile. Anche la bambina, al pari del bambino, attraversa una fase di intenso attaccamento alla madre, che può durare anche molto a lungo.

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

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