Vita adulta

Anche tra giovinezza e età adulta non possiamo stabilire un confine chiaro e definito in termini di età o di esperienze. Il modo con cui ci rapportiamo alla nostra età anagrafica è sempre soggettivo e variabile da individuo a individuo. E questo vale per tutte le stagioni della vita.

Convenzionalmente potremmo far corrispondere la vita adulta con quel periodo successivo a scelte fondamentali e centrali nella propria esistenza: il partner, il lavoro, i figli.

Questo periodo “nel mezzo del cammino”, è contrassegnato da costanza, stabilità, responsabilità, impegno, fatica. Abbiamo da un lato la relazione con il partner, che richiede amore, attenzione e capacità di reciproco adattamento nel tempo. L’attività lavorativa su un altro fronte assorbe energie fisiche e mentali. Mentre i figli attraverso la loro esistenza portano gioia e gratificazione, ma anche responsabilità e preoccupazioni.

I tre ambiti citati, che non necessariamente dobbiamo tutti rintracciare nella vita di ciascuno e che non costituiscono delle tappe fisse sulla cui base valutare la qualità di una vita, sono inoltre soggetti a crisi e difficoltà. Il rapporto con il partner si può incrinare e rompere in maniera improvvisa o progressiva, l’usura della routine, delle incombenze pratiche e delle incomprensioni può minare la stabilità della coppia o far smarrire il senso originario e la freschezza dello stare insieme. Il lavoro, sia per la mancanza di cambiamenti e nuovi stimoli che per un eccesso di precarietà e frammentazione è passibile anch’esso di diventare fonte di stress e di disagio. I figli nella loro crescita incontrano a volte difficoltà di una certa rilevanza, che a loro volta mettono alla prova l’immagine di sé del genitore e la sua capacità di fornire loro una testimonianza solida e durevole.

Rapporti di coppia conflittuali, crisi lavorative e nella gestione dei figli sono gli ambiti in cui maggiormente si esprime la sofferenza dell’adulto.

A volte concentrare l’analisi su queste situazioni attraverso un percorso psicoterapeutico fa riaffiorare problematiche antiche mai del tutto superate o desideri a cui non si è dato ascolto. Permette di vedere e di provare ad arrestare l’inconsapevole ripetizione che tiene prigionieri.

Cerca nel sito

Seguimi su

Articoli più letti

Trattamenti “self made” della depressione

Spesso si fa riferimento alla depressione come ad un affetto trasversale a molte espressioni sintomatiche. Da un certo punto di vista la potremmo addirittura considerare come primaria, nella misura in cui alcuni comportamenti patologici ben conosciuti che la accompagnano non si rivelano altro che un tentativo inconscio di trattarla.

Depressione e conformismo

Sempre più frequentemente capita di osservare, nelle forme di malessere contemporaneo, un'associazione fra stati depressivi e tendenza ad assumere comportamenti conformistici, che riflettono cioè un adeguamento acritico alle maschere sociali imperanti nel proprio ambiente di riferimento.

La psicosi maniaco depressiva e il tempo: una lettura fenomenologica

Eugene Minkowski, medico e studioso appassionato di filosofia, è oggi considerato (assieme all'amico Biswanger) il principale esponente della psichiatria fenomenologica del Novecento.

Depressione: perché è così difficile trattarla oggi?

Tutti i clinici lo sanno, la depressione è il sintomo più diffuso e più camaleontico della contemporaneità. Se nessuno può dirsi completamente immune da affetti depressivi, data la natura strutturalmente lesa dell'uomo, è pur vero che oggi essi sembrano accompagnare moltissimi soggetti nel loro quotidiano, alternandosi, anche più volte in un breve lasso di tempo, a transitori momenti di euforia

Depressione nevrotica o melanconia?

In psicoanalisi in genere proponiamo una differenziazione tra forme depressive di matrice psicotica e nevrotica.Queste non le distinguiamo sulla base dei sintomi, cioè dei modi di manifestarsi della depressione, che per lo più sono simili nelle due condizioni.

Contrastare la depressione: il potere della parola

Nessun essere umano può dirsi non attraversato da mancanze, insufficienze e conflitti. Nessuno vive una condizione di perenne e permanente completezza, autosufficienza, perfezione. Credere che qualcuno la sperimenti è solo un miraggio della mente. Ferita, lesione, perdita, fragilità sono invece tutti termini che ben descrivono la natura dell'uomo, costitutivamente povera, vulnerabile, alle prese con un mondo che non offre solidi, visibili ormeggi.

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

Via della Moscova 40/6 • 20121 Milano
N. iscr. Albo Ordine degli Psicologi 03/8181 • Partita Iva 07679690961

Note legali

Gli articoli, i post, i pensieri in versi e tutti i contenuti testuali originali presenti sul sito sono di esclusiva proprietà della dott.ssa Sibilla Ulivi, ed è vietato copiarli o distribuirli.
Vedi le Note legali.