Mare

Accogli un solitario

corpo nel tuo ventre

mare mio, riserva,

tienigli qui da parte,

fra i tuoi flutti amari,

nelle acque furibonde,

un posto immacolato

dove planare lieve

lontano dalla morte,

e alla sua anima

che in te si riconosce,

mutevole, inquieta,

dona una carezza

d'onda, falla vibrare

con luce del mattino.

 

Sibilla Ulivi

 

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Trattamenti “self made” della depressione

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Depressione e rinuncia

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Vivere nel presente

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Il complesso della “madre morta”: prima parte

In “Narcisismo di vita, narcisismo di morte”, testo di Andrè Green pubblicato nel 1983, troviamo una descrizione approfondita della figura della così detta “madre morta”, frutto delle riflessioni dell’autore intorno a quei pazienti nevrotici  le cui analisi (anziché dare centralità ai sintomi nevrotici) girano sostanzialmente intorno alla depressione e alle tematiche narcisistiche connesse.

La depressione e l’uso del farmaco

Esistono stati depressivi che comportano l’esperienza di un dolore talmente intenso e insopportabile per i quali appare senz’altro opportuno l’uso del farmaco. E’ bene però sottolineare come il ricorso alla cura medica andrebbe circoscritto per l’appunto solo ai casi menzionati, quando cioè il dolore assume una forza tale da spingere chi lo patisce ad atti estremi, pur di liberarsene. Il farmaco ha dunque un’utilità innegabile e preziosa in quanto fattore protettivo nei confronti dell’eventualità di condotte autolesive.

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

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