Amazzoni

Aria da divina,
peccato che di regale
solo gli ornamenti,
le movenze e i capricci,
tutti dottori oggi,
tutti gran saggi,
maschere di cera
che il primo sole
agognato d’aprile
certamente illumina
ma impietoso annienta,
mentre sopravvivono
coriacee agli strali
d’agosto autentiche
amazzoni, regine
di terra e di fuoco.

 

 

Sibilla Ulivi

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La depressione: i benefici della parola

Il discorso contemporaneo, nonostante parli molto di depressione, non la ama per nulla. La considera un deficit, una malattia, qualcosa da estirpare e togliere di mezzo il più velocemente possibile. La medicalizza. Ora, se esistono certamente forme la cui gravità non fa venire nessun dubbio sull' opportunità di un intervento terapeutico diretto e mirato ad un loro alleggerimento, la maggior parte dei casi trattati attraverso la mera via farmacologica in realtà ha migliori possibilità di riuscita con un approccio che integra l'uso della parola.

Depressione e femminilità

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La depressione e l’uso del farmaco

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La forza del non agire

Nel nostro modo di pensare è radicata l'illusione che la forza dell'uomo consista nell'azione, ovvero nella risolutezza del fare, nell'essere presi da mille impegni e attività. La sopportazione di compiti e ritmi estenuanti è associata all'idea di una volontà forte, che sa porsi degli obiettivi e sa conseguentemente raggiungerli, a costo di enormi sacrifici. La fretta domina la scena, tutto si deve portare a termine entro scadenze ben precise, e più si fa meglio è. I contesti produttivi, le aziende, il mercato funzionano così: il profitto prima di tutto.

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Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

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