Quando il desiderio si eclissa

Moltissime situazioni di sofferenza psicologica, sia nei giovani che negli adulti, hanno alla base la percezione di essersi persi, di brancolare nel buio, di non sapere più bene che cosa si vuole veramente. Un’insonnia, una certa apatia, un’ansia prima sconosciute ad un certo punto della vita compaiono sulla scena.

Ci si accorge di non desiderare davvero ciò che magari in passato si è fortemente voluto o si credeva di volere. Può capitare di rendersi conto di aver agito in svariate situazioni più a partire dalle aspettative degli altri che da se stessi. Molte delle proprie scelte, anche quelle più convinte, tutto d’un tratto svelano inconsci condizionamenti che ne ridimensionano l’aspetto di libera espressione della propria soggettività.

Perché dunque la nostra autenticità viene messa così facilmente in ombra? Perché è così difficile essere semplicemente se stessi?

In psicoanalisi, per dar conto di questi fenomeni, valorizziamo una distinzione fondamentale, quella tra domanda e desiderio. Purtroppo spesso queste due dimensioni sono confuse, il desiderio si appiattisce sulla domanda, con tutti gli effetti di spegnimento vitale che ne conseguono.

La domanda infatti è imparentata con il bisogno, con la dipendenza, con il fare ciò che appunto viene domandato dall’Altro. Per sua natura tende alla concretezza e comporta una quota di subordinazione alla volontà altrui.

Tutto un altro discorso per il desiderio, che costituisce quella cellula di originalità di cui ciascuno di noi è portatore, in quanto essere unico e irripetibile. Pertanto, per questa sua natura creativa, tende verso la separazione, la libertà, la sovversione. Porta con sé cambiamento, disaccordo, disequilibrio.

In un certo senso il desiderio è scomodo da sostenere, perché implica l’assunzione piena della responsabilità di ciò che si vuole e si è davanti all’Altro, che può avere altri piani per noi, un’altra visione, altre attese. Vivere in accordo con il proprio desiderio non è quindi una passeggiata, una cosa semplice, un momento, uno slancio passionale. E’ complesso, comporta molta forza, non tanto quella di volontà, ma quella di resistere alle pressioni omologanti, ai conflitti, alla tentazione della rinuncia in nome di un quieto vivere.

Una psicoanalisi, come operazione preliminare, punta a dissociare l’anello del desiderio da quello della domanda. Mira cioè a liberare il desiderio dallo schiacciamento sulla domanda dell’Altro. Questo può avvenire solo se chi si lamenta per l’insoddisfazione della propria vita riesce a vedere la propria responsabilità nel mantenere il circuito frustrante in cui è intrappolato.

E’ facile dare la colpa all’Altro. <<Sono bloccato perché l’Altro mi blocca>> per noi psicoanalisti non è mai una spiegazione valida. Troviamo più interessanti interrogativi del tipo: <<partendo dal presupposto che l’Altro mi vuole così e cosà perché mi faccio bloccare da lui? Quale guadagno inconsapevole ne ricavo? E poi, siamo così sicuri che voglia proprio questo e quello da me? Non potrebbe essere una mia interpretazione? E se sì, da dove viene questa mia convinzione?>>.

Altri articoli sul disagio esistenziale

Genitori e figli: quando i ruoli si invertono

Purtroppo esistono numerose situazioni in cui i figli di una coppia, già ai tempi dell'infanzia, si trovano costretti a crescere in fretta, ad assumere cioè un ruolo adulto prima del tempo. Quasi invariabilmente si tratta di famiglie segnate da un profondo disadattamento di un genitore o di entrambi, che li porta ad essere percepiti dai loro figli come instabili e non in grado di assicurare aiuto, guida e protezione. 

Leggi l'articolo

Vedere ascoltando

Ascoltare è il mestiere dello psicoanalista. A lui non servono occhi per "vedere" i suoi pazienti, il suo approccio all'umano mette fra parentesi lo sguardo, inteso come catalogazione, giudizio, misura, conoscenza a priori. A pensarci bene infatti la vista espone all'abbaglio, alla fascinazione così come alla repulsione perché coglie dell'altro caratteristiche meramente esteriori e superficiali.

Leggi l'articolo

Femminilità e apertura al desiderio dell'Altro: quando diventa masochismo

La femminilità comporta strutturalmente una sensibilità speciale al desiderio dell'Altro. Questo significa che una donna, nel momento in cui sperimenta una delusione affettiva o amorosa, può facilmente andare incontro a sentimenti di svalorizzazione, di caduta depressiva ai limiti della depersonalizzazione.

Leggi l'articolo

Quando il desiderio si eclissa

Moltissime situazioni di sofferenza psicologica, sia nei giovani che negli adulti, hanno alla base la percezione di essersi persi, di brancolare nel buio, di non sapere più bene che cosa si vuole veramente. Un’insonnia, una certa apatia, un’ansia prima sconosciute ad un certo punto della vita compaiono sulla scena.

Leggi l'articolo

Esistere o sentirsi reali?

Sentirsi "reali" è più che semplicemente esistere. Significa parlare, muoversi, rapportarsi ed agire a partire da un accordo profondo con se stessi. Vuol dire conoscenza ed accettazione del proprio tratto singolare, accoglienza ed abbandono verso ciò che si è. Senza svalutazioni severe o sciocche vanità.

Leggi l'articolo

Le ricchezze della timidezza

Nella società contemporanea essere introversi, riservati, di fondo timidi può sembrare a prima vista un handicap. Il modello culturale dominante tende infatti a incentivare chi si esibisce, chi è abile cioè, sul lavoro, nelle situazioni sociali o nei confronti dell'altro sesso, a catalizzare l'attenzione degli altri su di se', attraverso un certo uso del linguaggio e del corpo.

Leggi l'articolo

Lo psicologo a Milano: il malessere nelle grandi città

Che tipo di malessere tratta uno psicologo a Milano? Sicuramente incontra una varietà di sintomi, oggi in aumento: attacchi di panico, depressione, ansia, problemi con il cibo… Ma esiste una radice comune ai vari modi con cui si esprime la sofferenza? E se sì, questa è ricollegabile al contesto sociale? In psicoanalisi osserviamo come la sofferenza si manifesti in modi diversi a seconda delle epoche e dei luoghi.

Leggi l'articolo

La giovinezza nella contemporaneità: parla Alain Badiou

Alain Badiou, uno dei massimi filosofi viventi, con il suo "La vera vita. Appello alla corruzione dei giovani" ci regala un'originale lettura della condizione giovanile nella contemporaneità. 

Leggi l'articolo

Ambizione o desiderio autentico?

Spesso si utilizza genericamente il termine ambizione per indicare l'attitudine di un individuo a far emergere la propria individualità in un determinato campo di interesse. Essa si accompagna solitamente al raggiungimento di un riconoscimento da parte dell'ambiente di riferimento, in termini di notorietà, prestigio e valorizzazione economica.

Leggi l'articolo

Le due patologie del materno

Diventare madre non coincide con il raggiungimento di uno status che riassume tutto l'essere di una donna. La maternità di per sè non cancella tutti i desideri e le aspirazioni che esulano dal mero accudimento dei figli. Certo, durante i primissimi mesi di vita di un bambino è fondamentale che la preoccupazione primaria sia la sua cura.

Leggi l'articolo

Perché siamo sempre insoddisfatti o inibiti?

Cosa ci impedisce di realizzare davvero le nostre vite? Perché rimaniamo così facilmente impigliati nelle aspettative degli altri a tal punto da smarrire la bussola interiore dei nostri desideri più profondi? Cosa ci trattiene in realtà? Perché siamo sempre insoddisfatti o inibiti?

Leggi l'articolo

L’atto della scelta

Scegliere non coincide semplicemente con il pensare. Non consegue direttamente da una catena di pensieri o dalle conclusioni di un ragionamento. Comporta un salto, una discontinuità rispetto al piano della pura elaborazione mentale. E’ un momento a sé stante. Implica un atto.

Leggi l'articolo

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

Via della Moscova 40/6 • 20121 Milano
N. iscr. Albo Ordine degli Psicologi 03/8181 • Partita Iva 07679690961