Giovinezza

La giovinezza è quel tempo sfumato e senza confini netti che si snoda fra la fine dell’adolescenza e l’inizio della vita adulta. Coincide spesso temporalmente con l’uscita dalla scuola superiore e l’avviamento di un percorso universitario o professionale.

Se da una parte permane ancora la dipendenza dalla famiglia di origine e l’esperienza di vita accumulata è ancora scarsa, dall’altra subentrano una maturità e un equilibrio prima sconosciuti.

Rispetto al tempo dell’adolescenza, fatto di scossoni e mutamenti anche radicali, si delineano i contorni della personalità, emergono chiaramente gusti, aspirazioni, idee. Ancora sono forti la spinta ad imparare e l’entusiasmo della scoperta. Iniziano a prendere corpo in maniera decisa uno scopo, un’aspirazione, un progetto. Non si è più sospesi fra mille possibilità. La dedizione, l’impegno, l’energia caratterizzano questo tempo, in cui per altro si manifesta una sempre maggiore consapevolezza delle proprie scelte. Anche in campo amoroso e nelle amicizie si esprimono un gusto e un’inclinazione personali.

Tuttavia può accadere che questa progressiva assunzione di responsabilità subisca alcuni scacchi. Ciò può avvenire sia nella forma di una restrizione della propria libertà, un rimanere intrappolati al volere degli altri (della famiglia ad esempio) e quindi un dedicarsi alle attività e agli amori senza gioia, senza passione autentica, oppure al contrario in quella di un eccesso di possibilità, che portano a disperdersi e perdersi in mille relazioni e attività che non costruiscono nulla, non danno luogo a niente di concreto.

In entrambi i casi, sia in quello della rinuncia che della moltiplicazione ingorda di esperienze, capita di arrivare al punto di non sapere più ciò che si è e cosa si vuole veramente.

Per questo a volte una psicoterapia intorno ai trent’anni può essere quella molla che spinge a ritrovare ambizioni messe da parte o a ritagliare dalla gamma infinita di possibilità quella decisiva, unica che direzionerà la propria vita.

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Depressione e rinuncia

Alcune forme depressive, soprattutto quelle che assumono la connotazione di un sottofondo permanente di noia e di infondatezza esistenziale, sottendono l'aver girato le spalle alla possibilità di essere autenticamente felici. In un preciso momento della vita si sono cioè portate avanti delle scelte all'insegna della paura.

Vivere nel presente

Un tappeto di nuvole dalla forma o dai colori inconsueti, un ramo secco, un'aria carica di umori autunnali, la figura di un passante sono solo alcune fra le mille impressioni che possono colpirci durante una passeggiata o il tragitto verso il lavoro. Spesso però siamo troppo stanchi, troppo presi nei nostri pensieri per porvi attenzione. La preoccupazione per fatti accaduti o ancora da venire, l'ansia di arrivare, di fare, di sbrigare ci distolgono di fatto dal presente, dalla percezione di essere vivi qui ed ora.

Depressione al femminile nella contemporaneità

La donna, rispetto all'uomo, si trova più esposta all'esperienza della depressione. Questo perché per sua struttura ha un rapporto più stretto con la mancanza, con la vulnerabilità, con il non avere. Tendenzialmente l'uomo trova più facilmente una gratificazione nel possesso, nel potere, nella conquista.

"Il depresso"

Nella poesia di Alda Merini " Il depresso" troviamo una magistrale descrizione di alcuni tratti tipici della psiche di soggetti che soffrono di depressione, nonché del tipo di relazione che li lega a persone che sono affettivamente coinvolte con loro.

Depressione da confort

La depressione è un affetto che colpisce l’essere umano ogni qualvolta fatica a venire a patti con una perdita significativa. Si può trattare della morte di una persona, di una delusione amorosa, di un de mansionamento lavorativo, di una malattia. Tutte situazioni caratterizzate dall’irruzione di un elemento che destabilizza il tran tran quotidiano, mettendo fortemente alla prova la capacità di farvi fronte da parte di colui che ne viene colpito.

La depressione: un affetto molto umano

In psicoanalisi parliamo più di affetto depressivo che di depressione. La depressione è un affetto perché è intimamente legata al nostro sentire, alla sua gamma di tonalità e sfumature.A rigore dunque non è una malattia ma una possibilità strettamente connessa alla natura umana.

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

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