Ossessioni

Ci sono taluni ossessi di prudenza, che a furia di volere evitare ogni più piccolo errore, fanno dell'intera vita un errore solo.
Arturo Graf

Le problematiche di natura ossessiva colpiscono l’attività di pensiero. Possiamo avere la tendenza a rimuginare, a girare a vuoto sempre sugli stessi argomenti. A volte si affiancano pure delle compulsioni, cioè spinta ad agire, a fare delle cose in risposta ad alcuni rigidi comandamenti interni. Ciò che spesso si blocca è la capacità di scelta, il non sapere quello che succederà paralizza. Prevale allora il dubbio, si vagliano meticolosamente pro e contro dei possibili scenari senza riuscire a propendere né per gli uni né per gli altri.

Si vive così nel rimandare, nel “poi”, congelando la propria vita, i propri talenti, le proprie aspirazioni. Tutto deve essere amministrato e tenuto sotto controllo, non ci possono essere buchi, perdite. Tutto deve restare così come è, immutabile, imbalsamato, “morto”. Per molti anni ci si può trascinare in questo tran tran inaridente. Si arriva a chiedere aiuto quando nel silenzio e immobilismo della propria vita tutelata da mille garanzie, si fanno sentire la voce, il tarlo del desiderio. Una crepa si forma nel guscio protettivo ma asfissiante dell’amministrazione ossessiva. Che può assumere la forma di un innamoramento, il risvegliarsi di un’antica aspirazione, un lutto, un evento inatteso e sconvolgente.

Spesso questa problematica è più diffusa fra gli uomini, anche se si incontra sempre più frequentemente anche nelle donne. C’è in gioco una tendenza, più maschile del resto, a cercare di ridurre l’imprevedibilità della passione entro binari stabiliti, ordinati. A cercare di rispondere alla domanda d’amore da parte del partner attraverso la gestione degli aspetti pratici della vita. “Faccio tutto quello che vuoi ma non mi chiedere niente” è la modalità di approccio alla relazione, che mira a mettere fuori gioco un coinvolgimento più profondo, una messa in discussione di sé, un incontro autentico con la differenza dell’altro.

La psicoterapia può allora aiutare ad allentare la tendenza al controllo e a restituire la gioia del lasciarsi andare, all’amore, alle scelte, all’imprevedibilità della vita.

Ossessioni: alcuni casi clinici

  • Alice ha visto morire il fidanzato e la migliore amica durante un incidente stradale. Sono passati già alcuni anni e il dolore acuto si è smorzato. Un nuovo amore sembra poter nascere. Tuttavia è in dubbio, non sa se accettare o meno il corteggiamento. La sua mente è impegnata a rimuginare di continuo su come avrebbero potuto andare le cose se nelle ore prima dell’incidente avesse fatto questa o quest’altra cosa. E’ come se una parte di sé le dicesse di essere cattiva ed egoista. Come smorzare questo rimuginare ossessivo? Come mitigare l’inflessibilità delle autoaccuse?

  • Antonello è un uomo soddisfatto. Un buon lavoro, una bella famiglia. Al compimento del quarantesimo anno di età gli succede però qualcosa di strano. Da semplici considerazioni sul passare del tempo inizia via via a fissarsi sul tema della caducità della vita. Si interroga di continuo sul mistero della vita e della morte, si chiude in se stesso, si mostra geloso e intollerante nei confronti della vitalità della moglie. Non siamo più ragazzini! le dice di fronte a sue semplici manifestazioni di gioia. Cosa ha provocato questa crisi?

  • Mirko da ragazzo era timido e impacciato con le donne. Oggi è invece sicuro di sé e molto affascinante. Tuttavia quella che era una caratteristica a cui in passato non dava peso sta iniziando a interrogarlo. Dopo aver fatto l’amore con una donna la deve cacciare dal suo letto. Non può dormire insieme a lei, altrimenti una serie di pensieri tormentosi gli impedisce di lasciarsi andare al sonno. Come poter mantenere vivo il desiderio per una donna amandola nello stesso tempo?

  • Filippo è un uomo di cultura, tutto pensiero astratto e controllo. La sua attitudine alla riflessione e allo studio lo portano però a trascurare la moglie. Tutto in casa deve svolgersi secondo una sequenza ordinata, per potergli lasciare il tempo di dedicarsi alle sue passioni intellettuali. Anche la sessualità diventa sbrigativa e meccanica. Va in crisi quando la moglie lo lascia. Allora chiede aiuto…

  • Marco è uno studente in gamba. Scrupoloso, meticoloso. È sempre stato un “bravo ragazzo”. Da un po’ non riesce a concentrasi negli studi. È costantemente distratto da pensieri intrusivi, fantasticherie, sogni ad occhi aperti. Che lo portano ad arrivare impreparato agli esami. Cosa mette in scacco il suo pensiero?

Articoli sulle nevrosi ossessive

Il desiderio nella nevrosi ossessiva

Massimo Recalcati, noto psicoanalista e originale interprete del pensiero di Jacques Lacan, nel suo testo "Sull'odio" dedica un capitolo di abbagliante chiarezza alle dinamiche che qualificano la nevrosi ossessiva in rapporto al desiderio.

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Isteria: tra discorso comune e psicoanalisi

Molto spesso, come psicologo che lavora a Milano, mi capita di sentire frasi come “ha fatto una scenata isterica”, “calmati, smettila di fare l’isterico”, “era fuori di sé come un’isterica” ecc…Il termine isteria è dunque usato nel linguaggio comune per nominare quei comportamenti in cui il soggetto, senza essere folle, è dominato da una transitoria emotività, che lo conduce fino a scoppi d’ira o a crisi angosciose.

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Isteria e contemporaneità

La psicoanalisi definisce “isterica” la donna che intrattiene un rapporto complesso con il suo desiderio, condannandolo fatalmente all’eterna insoddisfazione.

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Ossessioni, personalità ossessiva e paranoia: quali differenze?

Il disturbo ossessivo compulsivo (DOC, nevrosi ossessiva) è caratterizzato dalla presenza di ossessioni e compulsioni. Le prime sono delle idee fisse e intrusive, che disturbano l'attività di pensiero e impediscono la concentrazione su altro.

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Quando l’odio si nasconde dietro all’amore

L’odio spesso costituisce la faccia in ombra dell’amore. È un fenomeno molto visibile nelle patologie gravi e nei disturbi del carattere ma ne possiamo cogliere delle sfumature anche in situazioni più vicine alla così detta “normalità”.

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Isteria, personalità isterica o istrionica?

Se in psicanalisi si parla ancora di isteria per definire una certa struttura soggettiva, in psichiatria si preferisce distinguere i sintomi di conversione dalla personalità isterica e dalla personalità istrionica, con l'obiettivo di smarcare il più possibile la diagnosi dal semplice rinvenimento di segni esteriori.

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L’ossessività e i suoi confini con il delirare

Cosa intendiamo per ossessività? In cosa si distingue da un delirio? È sempre valida la loro rigida separazione? Che senso e che scopo ha una diagnosi nell’orizzonte della cura? 

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L'ossessivo e il suo desiderio impossibile

Se l’isterica rispecchia alcune caratteristiche proprie del femminile ed è dunque più diffusa fra le donne, la nevrosi ossessiva qualifica per lo più il sesso maschile. Quali sono i sintomi di cui può patire un soggetto ossessivo?

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Due forme di omosessualità maschile: l'omoerotico soggettivo e oggettivo

Nel suo articolo "nosologia dell'omosessualità maschile" Sandor Ferenczi tenta di mettere ordine rispetto ad una certa confusione imperante negli ambienti psicoanalitici in tema di omosessualità maschile. A riguardo "si fa di tutta un'erba un fascio" ci spiega l'autore. Gli omosessuali uomini non sono tutti uguali semplicemente perché condividono la stessa scelta d'oggetto sessuale (corrispondente al proprio sesso). Le loro motivazioni inconsce variano e possono dar luogo sostanzialmente a due tipi di "omoerotismo", uno passivo, soggettivo, femminile, l'altro attivo, oggettivo, maschile. Il primo è costituito da chi si sente donna e pertanto desidera essere amato da un uomo. Il secondo rappresenta invece una fuga nevrotica dalla donna, rientrando a pieno titolo in quadri di nevrosi ossessiva.

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Nevrosi ossessiva e paranoia. Quale differenza?

Tutti i clinici sanno bene come il nevrotico ossessivo e il paranoico condividano un tratto comune, ovvero la passione assoluta per il pensiero. Entrambi cioè cercano, tramite sistemi astratti, di identificare dei principi ultimi che possano indiscutibilmente attribuire un senso all'esistenza e alla natura umana, di per sè invece ricche di mistero e segnate da profonde contraddizioni, ambivalenze e lacerazioni.

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Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

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