Adolescenza

Durante il periodo adolescenziale può succedere di sentirsi confusi, arrabbiati, sopraffatti da vissuti di solitudine e inadeguatezza. Non si è più dei bambini ma nemmeno degli adulti, il corpo e la mente si stanno trasformando. Si vuole trovare se stessi, al di là delle definizioni e delle aspettative dei genitori.

Così, anche nei casi in cui mamma e papà siano figure positive e amorevoli, è forte la spinta a contraddire, a comportarsi in maniera contraria rispetto a valori e atteggiamenti assorbiti durante l’infanzia. Emerge il gusto per la provocazione, portare l’altro all’esasperazione per tastare il suo limite, la sua insufficienza come punto di riferimento assoluto. Compare la spinta verso nuovi modelli, che possano fornire differenti visioni della realtà, orizzonti sconosciuti, potenzialità inesplorate. Si cerca qualcosa che possa dare una risposta a tratti di se stessi che stanno venendo alla luce, aspetti personali, singolari, unici della propria soggettività nascente.

L’adolescente necessariamente va incontro ad una crisi. Mette in discussione la visione del mondo tipica del suo ambiente e va alla ricerca di altro. Ancora non sa bene cosa cercare, capita di sbandare, di disperdere le proprie energie, di idealizzare persone e situazioni e poi di incontrare la delusione e il crollo delle aspettative. Prevale un sentirsi sospesi, come davanti a infinite possibilità, tutte da esplorare perché ancora non si sa quale davvero sia la via giusta.

A volte l’incontro con un professore, un libro, un amico speciale possono avere un potere fortissimo nel favorire il distacco dalla famiglia di origine. Separazione più simbolica che reale: l’adolescente ha ancora davanti a sé alcuni anni da trascorrere in casa. Separazione da intendere non come un rifiuto totale di ciò che è stato donato e trasmesso (anche se al volte si passa proprio attraverso una radicale opposizione) ma come possibilità di stare in piedi da soli, di fare a meno dell’approvazione degli altri, di vivere la propria vita in armonia con gusti e aspirazioni singolari.

Questo passaggio dall’infanzia alla giovinezza, che può durare un tempo variabile da individuo a individuo, comporta sofferenza, tristezza, solitudine.

Stati angosciosi o depressivi sono molto frequenti, proprio perché l’adolescente si sta staccando dalla sicurezza inconsapevole e fiduciosa della relazione infantile con il genitore. Sta sperimentando la solitudine dello stare al mondo, sta testando la sua forza nell’adattarsi ad ambienti e gruppi costituiti da persone diversissime e non sempre amorevoli. Sta imparando a trovare strategie personali che gli consentono di fronteggiare le difficoltà che incontra senza il ricorso alla spalla rassicurante del genitore. Sta confrontandosi con la sessualità che accende il suo corpo e con la possibilità che questa entri nello scambio con l’altro sesso e con l’amore. Con tutte le difficoltà e le alternanze di gioie e dolori che ne conseguono: momenti esaltanti, incomprensioni, rifiuti, abbandoni, rotture, nuovi legami.

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Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

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