Disturbi sessuali

I disturbi sessuali più diffusi, quali l’impotenza e l’eiaculazione precoce sul lato maschile e la frigidità e vaginismo su quello femminile, sono considerati dalla psicoanalisi come sintomi che spesso accompagnano le più comuni affezioni nevrotiche che prediligono rispettivamente l’uomo e la donna: la nevrosi ossessiva e l’isteria. Tuttavia non basta la loro semplice presenza per formulare una diagnosi di nevrosi. A volte possono essere indicativi di problematiche di altra natura, una psicosi o una perversione.

In ogni caso l’approccio psicoanalitico legge le problematiche di natura sessuale come espressioni dell’inconscio del soggetto che ne soffre. Esse infatti hanno luogo al di là della volontà di chi ne fa esperienza e sono spesso refrattarie agli sforzi e alle tecniche per forzare un comportamento sessuale ritenuto “normale”.

I sintomi sessuali, se sono di origine psichica, non comportano alcuna alterazione fisica dell’organo in questione (dell’apparato sessuale maschile o femminile) ma al contrario esprimono un disagio che ha radici profonde e personali, che variano sempre da individuo a individuo.

Quando lo psicoterapeuta analiticamente orientato si trova a trattare un disturbo sessuale si chiede che cosa possa significare per chi ne soffre o per il suo partner. Valuta quindi la storia del soggetto e la sua particolarità in modo da isolare progressivamente la verità rimossa che il sintomo sessuale racchiude.

Non esiste una motivazione universale e adatta per tutti alla base di una problematica nella sfera sessuale. Ciascuno può trovare la sua attraverso un percorso di analisi che va ad abbracciare la complessa trama del proprio sviluppo psicosessuale. Intreccio di divieti, tabù, inibizioni, fissazioni, curiosità, sperimentazioni, delusioni, ricordi indimenticabili che si articolano per ciascuno secondo schemi mai fissi.

Va infine ricordato come nella sessualità umana non si possa mai parlare di “normalità” o di “anormalità”, proprio perché essa si esprime secondo modalità varie e dipendenti dai gusti e dagli orientamenti della persona che la vive.

Articoli sulle relazioni di coppia

Amare se stessi nell'altro o l'altro per quello che è?

 

Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, era convinto che l'amore tra uomo e donna potesse essere alla fin fine ridotto a due tipologie: l'amore di appoggio e l'amore narcisistico.
Il primo caso riguarda l'investimento amoroso nei confronti di una persona che svolge una funzione materna, di cura, di sostegno.

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Eros e Agape: contrapposizione o complementarietà?

Eros e Agape sono due modi per dire l'amore. Comunemente vengono contrapposti per indicare da una parte l'amore carnale, dall'altra quello spirituale. Ma è proprio di questo, di una loro avversione reciproca, che si tratta? Eros deriva dall'antica Grecia ed indica l'amore fra uomo e donna, inteso come sentimento di natura sessuale. Si tratta dunque di un amore che scaturisce da una base fisica

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L'autenticità nei legami

Cosa rende autentico, vero un legame, sia esso di coppia o più semplicemente amicale? Innanzitutto non, come spesso si pensa, il "dirsi tutto". Anzi, da un certo punto di vista questa aspirazione alla "trasparenza a tutti i costi" è pure dannosa, nella misura in cui abolisce i confini necessari affinché la coppia non si riduca ad una colla in cui non c'è più distinzione fra l'uno e l'altro.

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Masochismo femminile e amore

Cosa spinge alcune donne a ricercare nella vita sempre le stesse tipologie di uomini che fanno soffrire? Perché sono irresistibilmente attratte dal tormento in una relazione? E perché solo nel dolore riescono a sentirsi vive, ad avere cioè il senso non tanto di essere amate ma di amare?

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Tradimento e fedeltà in amore

Le cause alla base di un tradimento non sono mai sempre le stesse in tutti i casi, così come le conseguenze che ingenera all'interno della relazione di coppia. Non solo, nessuno se ne può ritenere del tutto immune, si tratta di un evento che può colpire anche i rapporti più solidi, le unioni meglio riuscite.

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L'odio ossessivo

Soggetti a struttura ossessiva, per lo più di sesso maschile, nutrono un odio inconscio a tratti francamente crudele nei confronti del desiderio. Ma di quale desiderio, quello proprio o altrui? Se consideriamo che il desiderio è sempre desiderio dell'Altro, in gioco abbiamo entrambi. L'Altro infatti, per la psicoanalisi lacaniana, non è solo il luogo delle regole, del codice, del linguaggio, della Legge, ma anche il posto tout court del desiderio.

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Amore fraterno o passionale?

E’ ormai luogo comune e del tutto assodata la non esistenza di una sola forma d’amore. Spesso nelle convinzioni e nei detti popolari si ripropone in vario modo un dualismo della vita amorosa sul quale la psicoanalisi si è interrogata fin dalla sua nascita, senza parlare della ricerca che da sempre ha messo a lavoro filosofi, letterati e poeti.

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La donna narcisista in amore

Generalmente si tende ad associare la personalità narcisistica al sesso maschile, più che altro sulla base dei racconti delle molte donne che lamentano la freddezza e l'incostanza in amore dei loro partner. L'apparente maggiore frequenza di tratti narcisistici negli uomini si spiega proprio a partire dalla maggiore disponibilità del sesso femminile nel raccontare e denunciare le sofferenze patite all'interno delle relazioni di coppia.

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Paura d'amare

Sembra un paradosso, eppure accade. Capita di aver paura d'amare, di temere proprio la fonte stessa della felicità. E questo non soltanto quando non siamo sicuri dei sentimenti dell'altro. Al contrario è proprio nel momento in cui l'amore è pienamente, intensamente ricambiato che irrompe l'angoscia.

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Sessualità femminile

Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, scopre un fatto rivoluzionario per la comprensione della sessualità femminile. Anche la bambina, al pari del bambino, attraversa una fase di intenso attaccamento alla madre, che può durare anche molto a lungo.

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Amore e desiderio d'altro

Nell'amore, sia esso quello di una madre, di un partner o di un amico, ciò che è sempre in gioco è l'essere visti e riconosciuti dall'Altro. La soddisfazione dell'amore è cioè di natura eminentemente simbolica, nella misura in cui non passa attraverso la materialità dei corpi e degli oggetti bensì attraverso dei segni, dei segni d'amore.

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Stima e amore

Quando amiamo profondamente qualcuno lo ammiriamo. Il che non vuol dire che ogni volta che aprezziamo una persona di conseguenza la amiamo. Si parla di amore infatti quando l'ammirazione si fonde con un'attrazione su un piano anche fisico. In ogni caso non esiste alcun amore che non comporti pure sentimenti di intensa stima.Che significa stimare l'oggetto del nostro amore?

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Non sempre appare possibile per chi ne soffre riconoscere il preciso momento in cui si instaura una depressione. La depressione clinica, che si distingue dall’affetto depressivo che prima o poi tutti conosciamo, si impadronisce di noi lentamente, subdolamente.

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In psicoanalisi parliamo più di affetto depressivo che di depressione. La depressione è un affetto perché è intimamente legata al nostro sentire, alla sua gamma di tonalità e sfumature.A rigore dunque non è una malattia ma una possibilità strettamente connessa alla natura umana.

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Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

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