Amare è dare all'altro ciò che non si ha

E ciò non soltanto durante il periodo dell'innamoramento e della passione, quando l'entusiasmo acceca e accresce il valore dell'oggetto d'amore. Ma soprattutto quando il rapporto è stabilizzato e si ha a che fare con l'altro per quello che è, al di là del gioco di specchi e delle idealizzazioni  della seduzione. 

Il bambino stesso molto precocemente si chiede: "puoi perdermi?" , interrogandosi così sul posto che occupa nel desiderio dell'altro. Quanto conto per te? Sono insostituibile, unico? La risposta dei genitori sul piano dell'offerta di giochi o di cure è dunque deludente, perché non li mette in gioco in termini di desiderio. Un bambino si sente davvero amato quando vede che l' altro rinuncia al suo godimento personale per lui, dedicandogli tempo, attenzione, lasciando perdere tutto il resto. 

Spesso ascoltiamo storie di persone  profondamente segnate dal fatto di aver ricevuto l' amore sotto forma di oggetti. I genitori davano ciò che avevano, frequentemente con solerzia, mentre loro, i figli, desideravano ardentemente un semplice segno che indicasse il loro essere preziosi ed insostituibili. Questi sono i casi dei "mal amati" ,  soggetti che vivono perennemente con un dubbio circa la loro desiderabilità. Non hanno subito gravi deprivazioni d'amore, ma non hanno  però potuto beneficiare del dono gratuito della presenza dell'altro.

Per gli adulti il discorso non è molto diverso. Il grado di salute di una relazione non lo si misura sulla base di quanti regali vengono fatti, o di quanto un partner si dia da fare per l' altro. È possibile infatti prodigarsi in cure ma non donarsi davvero mai. Ci sono uomini, ma anche donne, che sembrano dire " faccio tutto quello che vuoi ma non mi chiedere niente" , ovvero " ti accontento in tutto e per tutto attraverso il fare ma poi non chiedermi di più, lasciami stare" , denotando la loro indisponibilità a dedicare all' altro tempo,  presenza, ascolto. Soprattutto quando questi è in difficoltà, quando vive una condizione di fragilità e di vulnerabilità che lo espone maggiormente al confronto  con la propria non autosufficienza. 

La capacità di amare di una persona la vediamo dunque nel grado di generosità che ha nel mettersi a disposizione del partner nei termini di attenzione e condivisione. Il che non implica nessuna sottomissione o schiavitù, quando entrambi sono esseri adulti ed indipendenti, in grado di affrontare la vita in modo autonomo. In ogni caso, anche  la persona più realizzata ed indipendente sente il bisogno di essere amata, proprio perché l'essere umano non può fare a meno del riconoscimento del simile per avere il senso di valere e che la vita stessa sia degna di essere vissuta. 

 

Nessun uomo è un'isola. John Donne

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Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

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