Amore borderline

L'amore nei confronti di un soggetto borderline, non di rado persona sensibile e coinvolgente, è destinato nel tempo ad essere messo a dura prova dalla sua profonda instabilità, frequentemente frutto di esperienze traumatiche infantili. Tre sono le aree della personalità borderline che impattano fortemente nelle relazioni intime: l'oscillazione continua fra idealizzazione e svalutazione di sè e dell'altro, la rabbia e l'impulsività.

Insieme esse danno luogo al così detto "attacco al legame", una modalità di sabotaggio della relazione particolarmente logorante per chi la subisce ripetutamente.

In cosa consistono nel dettaglio queste tre modalità?

Idealizzazione, rabbia e impulsività 

Partiamo dall'avvicendarsi di idealizzazione e svalutazione. Il borderline non riesce ad avere una visione unitaria di sè e dell'oggetto d'amore, che ne contempli contemporaneamente pregi e difetti: l'amato è o interamente buono o interamente cattivo. Queste due rappresentazioni scisse prendono alternativamente il sopravvento nella mente, così che il partner in un momento è percepito come il migliore del mondo e in uno successivo come un cencio senza qualità. Lo "switch" tra tali idee contrapposte avviene repentinamente, spesso a seguito di eventi insignificanti e con una frequenza molto elevata, anche più volte nella stessa giornata.

La psicoanalisi spiega tale scissione come un meccanismo di difesa messo in atto molto precocemente in risposta ad un Altro delle cure traumatizzante. Per proteggere ai propri occhi la rappresentazione positiva della propria madre (e in parallelo quella di se stesso come amabile), il futuro borderline stipa in un compartimento distaccato tutti i pensieri e gli affetti negativi che riguardano la coppia Sè-Altro, isolandoli. Tutte le relazioni affettive successive risentono di questa modalità: anche e soprattutto di fronte alla persona più equilibrata ed accogliente il borderline si sente in qualche modo minacciato. Piccole mancanze e difetti di poco conto sono ingigantiti e letti come "cattivi", proprio perché le sue rappresentazioni oggettuali sono solo due, rigidamente scisse in buone e cattive. Risulta deficitaria la possibilità di tollerare l'ambivalenza insita in ogni rapporto umano, con tutto il correlato di inevitabili frustrazioni e delusioni.

Di solito, all'inizio di una storia d'amore, l'assetto mentale del borderline è all'insegna dell'idealizzazione. La persona amata appare divinamente perfetta, l'amore si sviluppa rapidamente, l'intimità è stabilita bruciando le tappe. Ciò che distingue tale esaltazione dalla normale sopravvalutazione dell'oggetto d'amore, tipica dei primi periodi di un rapporto, sono l'enfasi eccessiva con cui viene espressa e la sua intermittente durata. All'improvviso, dopo dichiarazioni roboanti e declamazioni al mondo intero, seguono silenzi o fughe carichi di significati incomprensibili per chi era stato messo sul piedistallo. Costui si affanna allora a chiedere chiarimenti, non riconoscendo più la persona dolce e sensibile che lo aveva coinvolto: può altresì trovarsi di fronte a un soggetto volgare, iracondo, rabbioso. Così si inaugura il primo giro di un'infinita e burrascosa serie di alti e bassi. A nulla servono le prove d'amore, le rassicurazioni, la cura. Il borderline non si rilassa mai, non si fida, soprattutto di chi è davvero incondizionatamente interessato a lui. Ma se l'altro, sfinito, sfibrato dalla continua altalena umorale tenta di allontanarsi, questi va completamente in crisi: si riattivano in lui i vissuti abbandonici e traumatici della sua infanzia non elaborati. Possono subentrare atti autolesivi o perfino tentativi di suicidio come manifestazioni estreme di sofferenza emotiva, come tentativi disperati di riattirare a sè proprio colui che veniva respinto.

La rabbia e l'impulsività costituiscono dunque le riposte privilegiate a qualsiasi evento frustrante. Défaillance, debolezze, desideri, tutto ciò che rende il compagno "altro" da lui non sono tollerate e ingenerano aggressività o fuga. Il borderline tenta di instaurare un rapporto simbiotico, cerca di ingabbiare l'altro, cerca di assicurarsi perentoriamente la sua presenza fisica per poi però sentirsi soffocare. L'attacco al legame consiste allora in una serie di umiliazioni, scenate, tradimenti, litigi feroci, crudeli freddezze che manifestano tutto il terrore dell'intimità presente nell'animo di queste persone. Intimità per loro è sinonimo di riparo dal rischio dell'abbandono e nello stesso tempo ricorda un' intrusivitá maligna e insopportabile. Le loro madri sono state alternativamente fredde e asfissianti, anaffettive e cariche di emotività. Tale capricciosità non ha permesso di sviluppare un attaccamento sicuro, ma lo ha reso "disorganizzato", incoerente, caotico.

L'odio è dunque la moneta con cui il borderline ricambia l'amore del compagno. Inoltre l'essere oggetto di affetto e attenzioni può risvegliare una voracità senza limiti, verso la quale anche il partner più amorevole è del tutto sprovvisto di mezzi.

Un freno all'impulsività

Si capisce allora come la vicinanza a soggetti con queste caratteristiche risulti destabilizzante per chiunque. È sano e inevitabile che chi si trova sottoposto a continui attacchi e umiliazioni di tale portata ad un certo punto cerchi di staccare. Bisogna che sia il borderline ad accorgersi della sua distruttività, sebbene sia portato a percepirsi come vittima. Nonostante al fondo non abbia torto, dato che i suoi squilibri sono il riflesso delle violenze subite da bambino, è indispensabile che cerchi di porre un freno alla sua impulsività, chiedendo aiuto ad uno specialista.

Solo attraverso un lavoro psicoterapeutico in cui si mette davvero in gioco in una relazione terapeutica significativa può arrivare a mitigare la rabbia e a integrare, seppur parzialmente, le rappresentazioni di sè e dell'oggetto scisse.

Amore borderline, Borderline

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Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

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