La pazienza in psicoanalisi

La pazienza, intesa come arte di far fronte alle difficoltà vivendo con tranquillità e fiducia il tempo vuoto dell'attesa, pare essere diventata oggigiorno una virtù in via d'estinzione. La società contemporanea tende infatti a valorizzare il fare come unica via per raggiungere uno scopo, favorendo lo sviluppo di un'attitudine iperattiva che non ammette inciampi sulla via della realizzazione di un progetto o la risoluzione di un problema.

L'inconcludenza ne è però il risultato più frequente, nella misura in cui l'azione di per sè, priva di altri mezzi che la supportino, alle prime difficoltà necessariamente si blocca.

Chi ha esperienza di opere compiute, di conquiste solide e durevoli nel tempo, sa che il solo attivismo non ne è alla base. Anzi, quasi sempre l'intervento costituisce una parte marginale del lavoro. Ciò che vi gioca invece un ruolo fondamentale è la capacitá di sopportare la frustrazione del risultato che non arriva, dell'errore che si commette, del non vedere i cambiamenti auspicati all'orizzonte, del tempo sospeso dell'attesa in cui nulla si muove. Ogni volta è un ricominciare da capo, con la disposizione d'animo aperta e curiosa dell'inizio. Non all'insegna della negazione dei problemi, visti invece come occasioni per imparare e per aggiustare la mira.

L'azione in quanto tale, anche se energica e mossa dalle migliori intenzioni, è quindi destinata ad una debacle, in tutti gli ambiti, se non è accompagnata da una coscienza consapevole della complessità delle situazioni umane.

Questo principio è validissimo e di importanza capitale nel campo della cura del disagio psichico. Anche qui si tratta di raggiungere un risultato, di produrre un cambiamento. Ma se il focus si cristallizza intorno a tale finalità, non può esservi che interventismo affannoso e sterile, il cui unico esito finale è la resa.

Una terapia basta unicamente sul fare in vista della guarigione inevitabilmente si impantana, scontrandosi contro lo scoglio duro del reale. Sia chi chiede aiuto sia chi lo offre dovrebbero essere consci che la cura è un processo lungo, che implica tempo e fatica, battute d'arresto e squarci luminosi, al pari di qualsiasi altra impresa umana.

Se certamente vi sono delle strategie per risollevare nell'immediato da una sofferenza particolarmente penosa, per alleviare la crudeltà dei sintomi, ciò non significa che il problema di fondo venga in tal modo eliminato. Volerlo affrontare davvero vuol dire dimenticare fretta e guadagni a breve termine.

La pazienza allora paradossalmente si colloca più sul piano del terapeuta che su quello del paziente. Solo la sua capacità di attendere può erodere le resistenze dell'altro e favorirne l'abbandono della mentalità utilitaristica dei costi benefici. Così che colui che domanda una cura possa aprirsi ad una dimensione di più ampio respiro, svincolandosi dall'ansia del miglioramento ed orientatanodosi in tal modo unicamente verso la propria verità.

Cerca nel sito

Seguimi su

Articoli più letti

La depressione: come riconoscerla

Non sempre appare possibile per chi ne soffre riconoscere il preciso momento in cui si instaura una depressione. La depressione clinica, che si distingue dall’affetto depressivo che prima o poi tutti conosciamo, si impadronisce di noi lentamente, subdolamente.

La depressione: come la modernità ne agevola la diffusione

La depressione è un fenomeno incontestabilmente in aumento ai giorni nostri. Ma perché? Che cosa nella modernità ne favorisce lo sviluppo? La società in cui viviamo è dominata dal culto della performance e del successo individuale. Dal mito della perfezione e della immortalità dell’uomo.

Depressione: tre figure della melanconia

Nel testo "Il discorso melanconico" Marie Claude Lambotte espone una tesi originale che tenta di disgiungere la melanconia sia dalla psicosi maniaco depressiva (in cui tende ad essere ricondotta dalla psichiatria) che dal lutto (al quale viene accostata per lo più dalla psicoanalisi).

Verrà la morte e avrà i tuoi occhi

L'inventore della psicoanalisi ne era profondamente convinto: la poesia coglie con immediatezza stati dell'animo che la ragione descrive, circonda col pensiero senza tuttavia afferrarne il cuore pulsante.

La depressione: superarla o restarne intrappolati

In alcuni momenti della vita può capitare a tutti di trovarsi in balia di altre persone o di eventi esterni. Così come può accadere di sperimentare la delusione, il tradimento, l’abbandono, la perdita. In queste situazioni possiamo andare incotro a vissuti di depressione, di impotenza e solitudine.

La psicosi maniaco depressiva e il tempo: una lettura fenomenologica

Eugene Minkowski, medico e studioso appassionato di filosofia, è oggi considerato (assieme all'amico Biswanger) il principale esponente della psichiatria fenomenologica del Novecento.

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

Via della Moscova 40/6 • 20121 Milano
N. iscr. Albo Ordine degli Psicologi 03/8181 • Partita Iva 07679690961

Note legali

Gli articoli, i post, i pensieri in versi e tutti i contenuti testuali originali presenti sul sito sono di esclusiva proprietà della dott.ssa Sibilla Ulivi, ed è vietato copiarli o distribuirli.
Vedi le Note legali.