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Marco

Marco è uno studente in gamba. Scrupoloso, meticoloso. È sempre stato un “bravo ragazzo”. Da un po’ non riesce a concentrasi negli studi. È costantemente distratto da pensieri intrusivi, fantasticherie, sogni ad occhi aperti. Che lo portano ad arrivare impreparato agli esami. Cosa mette in scacco il suo pensiero?

Filippo

Filippo è un uomo di cultura, tutto pensiero astratto e controllo. La sua attitudine alla riflessione e allo studio lo portano però a trascurare la moglie. Tutto in casa deve svolgersi secondo una sequenza ordinata, per potergli lasciare il tempo di dedicarsi alle sue passioni intellettuali. Anche la sessualità diventa sbrigativa e meccanica. Va in crisi quando la moglie lo lascia. Allora chiede aiuto…

Mirko

Mirko da ragazzo era timido e impacciato con le donne. Oggi è invece sicuro di sé e molto affascinante. Tuttavia quella che era una caratteristica a cui in passato non dava peso sta iniziando a interrogarlo. Dopo aver fatto l’amore con una donna la deve cacciare dal suo letto. Non può dormire insieme a lei, altrimenti una serie di pensieri tormentosi gli impedisce di lasciarsi andare al sonno. Come poter mantenere vivo il desiderio per una donna amandola nello stesso tempo?

Antonello

Antonello è un uomo soddisfatto. Un buon lavoro, una bella famiglia. Al compimento del quarantesimo anno di età gli succede però qualcosa di strano. Da semplici considerazioni sul passare del tempo inizia via via a fissarsi sul tema della caducità della vita. Si interroga di continuo sul mistero della vita e della morte, si chiude in se stesso, si mostra geloso e intollerante nei confronti della vitalità della moglie. Non siamo più ragazzini! le dice di fronte a sue semplici manifestazioni di gioia. Cosa ha provocato questa crisi?

Alice

Alice ha visto morire il fidanzato e la migliore amica durante un incidente stradale. Sono passati già alcuni anni e il dolore acuto si è smorzato. Un nuovo amore sembra poter nascere. Tuttavia è in dubbio, non sa se accettare o meno il corteggiamento. La sua mente è impegnata a rimuginare di continuo su come avrebbero potuto andare le cose se nelle ore prima dell’incidente avesse fatto questa o quest’altra cosa. E’ come se una parte di sé le dicesse di essere cattiva ed egoista. Come smorzare questo rimuginare ossessivo? Come mitigare l’inflessibilità delle autoaccuse?

Questo articolo rispetta le linee guida del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.

L'autrice
Dott.ssa Sibilla Ulivi, Psicologa e Psicoterapeuta iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia (n°81/81).

Specializzata in Psicoterapia psicoanalitica, accoglie i pazienti nel suo studio a Milano in zona Moscova, offrendo uno spazio di ascolto autentico e profondo.

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