Psicoterapia di coppia

A volte le persone attribuiscono la causa del loro malessere ad una relazione di coppia “difficile”. Prevale la convinzione che potrebbe andare tutto bene se il loro partner fosse “diverso”. Si può trattare di un amore che sta finendo, che non c’è mai stato, che è ancora forte ma non si sa dimostrare all’altro. Ci può essere una difficoltà di un figlio, che mette alla prova la tenuta del legame, preso nel vortice delle colpe e delle rivendicazioni.

In ogni caso il problema è l’altro. L’altro che delude, che aggredisce, che annoia, che non fa mai la cosa giusta.

La psicoterapia di coppia può dunque essere utile per analizzare e mettere in discussione questa presunta colpevolezza dell’altro. Riproducendo la dinamica di coppia in presenza del terapeuta durante il colloquio, si può scoprire il ruolo che giochiamo anche noi all’interno della relazione. Cosa che è molto difficile da vedere lucidamente senza l’aiuto di un osservatore esterno, proprio perché nella relazione a due siamo troppo coinvolti ed inneschiamo alcuni atteggiamenti in maniera del tutto automatica ed inconscia.

Vedere la parte che si ha nella creazione e/o nel mantenimento della conflittualità di coppia ci permette di compiere il passo successivo, quello di approfondire individualmente le ragioni che stanno alla base dei nostri meccanismi inconsci di rifiuto. Possiamo così capire se è la nostra relazione il problema, se è davvero così in stallo come crediamo, oppure se non siamo noi a proiettare sul compagno nostre antiche difficoltà irrisolte e frustrazioni.

In una parola grazie a questo percorso si può capire se vale la pena proseguire ed investire nella relazione o piuttosto intraprendere una separazione. A questa decisione non si può arrivare senza aver percorso il passaggio stretto dell’autocritica, della messa in discussione di sé. Il rischio di una decisione basata sull’idea della colpa dell’altro è quello di ripetere nelle relazioni successive le stesse dinamiche. In un circolo vizioso di rotture e separazioni.

Ripercorrere la storia della coppia, il momento in cui ci si è conosciuti, il corteggiamento, cosa ci aveva così colpito del partner tanto da pensare che fosse la persona giusta ci dà tantissime informazioni non tanto su chi è il compagno ma su chi siamo noi, i nostri gusti, desideri, inclinazioni. Scegliamo l’altro in misura più o meno importante sempre a partire da noi stessi, l’altro è sempre un po’ visto per quello che non è.

Tollerare un rapporto di coppia e starci comporta un misurarsi con questo dato di fatto, la diversità del partner in carne ed ossa rispetto al nostro modello ideale. Infondo noi stessi siamo lontani dal corrispondere a ciò che desidereremmo essere, per cui accettarsi nella propria imperfezione appare come il primo passo per accogliere l’altro per quello che è, limiti compresi.

Cerca nel sito

Seguimi su

Articoli più letti

Le invisibili catene della depressione

L'umore depresso si associa sempre alla percezione di un'impotenza, al venir meno della fiducia nella possibilità di un cambiamento, alla sensazione di trovarsi "incastrati" e di non avere via di uscita. Esistono situazioni che effettivamente per loro natura evocano tali vissuti: la morte di una persona cara, una malattia invalidante, una violenza subita.

Riconoscere la depressione

Come si riconosce una depressione? Cosa la distingue dalla semplice tristezza? Sicuramente la sua durata nel tempo e il suo grado di interferenza sulla capacità di azione. Una certa variabilità dell'umore fa parte della natura umana, per cui esistono delle oscillazioni assolutamente normali che sono semplicemente conseguenza di accadimenti esterni.

Mania e depressione: "una mente inquieta"

"Una mente inquieta" è il racconto autobiografico di Kay Redfield Jamison, psicologa americana affetta dalla sindrome maniaco - depressiva (detta altresì disturbo bipolare).È un testo molto interessante, perché coniuga in maniera inedita il racconto dell'esperienza della malattia con le conoscenze scientifiche possedute a riguardo dall'autrice.

Vivere nel presente

Un tappeto di nuvole dalla forma o dai colori inconsueti, un ramo secco, un'aria carica di umori autunnali, la figura di un passante sono solo alcune fra le mille impressioni che possono colpirci durante una passeggiata o il tragitto verso il lavoro. Spesso però siamo troppo stanchi, troppo presi nei nostri pensieri per porvi attenzione. La preoccupazione per fatti accaduti o ancora da venire, l'ansia di arrivare, di fare, di sbrigare ci distolgono di fatto dal presente, dalla percezione di essere vivi qui ed ora.

Depressione e rinuncia

Alcune forme depressive, soprattutto quelle che assumono la connotazione di un sottofondo permanente di noia e di infondatezza esistenziale, sottendono l'aver girato le spalle alla possibilità di essere autenticamente felici. In un preciso momento della vita si sono cioè portate avanti delle scelte all'insegna della paura.

"Il depresso"

Nella poesia di Alda Merini " Il depresso" troviamo una magistrale descrizione di alcuni tratti tipici della psiche di soggetti che soffrono di depressione, nonché del tipo di relazione che li lega a persone che sono affettivamente coinvolte con loro.

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

Via della Moscova 40/6 • 20121 Milano
N. iscr. Albo Ordine degli Psicologi 03/8181 • Partita Iva 07679690961

Note legali

Gli articoli, i post, i pensieri in versi e tutti i contenuti testuali originali presenti sul sito sono di esclusiva proprietà della dott.ssa Sibilla Ulivi, ed è vietato copiarli o distribuirli.
Vedi le Note legali.