Amore fraterno o passionale?

Definire cos’è l’amore si profila dunque come un compito arduo, se non impossibile, data la varietà di sembianze che può assumere.

Generalmente le due macro categorie in cui classicamente viene ricondotto sono l’amore fraterno e quello passionale. L’affetto e il desiderio. L’uno non esclude l’altro, anzi, nella più piena realizzazione amorosa queste due correnti, tenerezza e passionalità, dovrebbero sovrapporsi, dando origine ad uno stato di convergenza fra amore per l’individualità del partner e sensualità.

Spesso tuttavia nelle nostre vite ci capita di incappare in relazioni fortemente sbilanciate verso uno di questi poli a discapito dell’altro. Posto che è difficile vivere una condizione che non sia almeno un po’ colorata anche da quella opposta (è raro in una coppia un amore solo fraterno o solo puramente passionale), è vero però che frequentemente è possibile rintracciare la tonalità dominante del rapporto.

Ciò che risulta a volte sorprendente è come questa dominante non necessariamente sia presente fin dall’inizio; anzi, a volte capita che una relazione che parte all’insegna della passionalità si rovesci nel fraterno, più raro il viceversa, anche se non mancano casi di lento e progressivo sviluppo di un’affinità sessuale a partire da una base fraterna.

Sembra dunque esistere un’enigmatica spinta alla disgiunzione dell’amore. Ma si tratta davvero di un mistero? O è possibile darsi una spiegazione?

Un’idea condivisa ma errata è quella che destina la passione ad un’inesorabile caduta e deterioramento dovuti al tempo e all’abitudine. Certo la passione, in quanto fuoco, non può ardere gargliardamente in eterno, ovviamente subisce delle battute d’arresto, delle impennate, è esposta a una sua ciclicità che non ne determina tuttavia a priori lo spegnimento assoluto. Ciò che davvero è in gioco non è una legge di natura che incide la data di scadenza su un rapporto, bensì una difficoltà tutta umana e dunque ben poco “naturale” a tollerare la diversità e le debolezze del partner mano a mano che la relazione si approfondisce e l’idealizzazione accecante degli esordi progressivamente si stempera. Inoltre accade spesso che l’approfondimento su un piano di intimità personale e l’insorgenza di elementi di quotidianità per molti si traduca in una familiarizzazione che di per se stessa inibisce la sessualità, come una sorta di tabù che si innesca tra ex estranei, diventati ormai veri e propri familiari.

Come iniziare dunque una relazione all’insegna della passione e dell’autentica curiosità verso l’altro senza cadere nell’abbaglio dell’idealizzazione e nella caduta della delusione? Come sfuggire dal determinismo della familiarità che opprime la freschezza dello scambio sessuale? Attraverso un lavoro terapeutico si può intraprendere la difficile via del gettar luce sull’oscurità e tortuosità di questi territori della psiche.

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Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

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