Paura d'amare

Perché alcune persone non riescono ad amare, a lasciarsi cioè andare in una relazione di vera intimità con l'altro? Cosa impedisce loro di farsi prendere, trascinare via, spossessare delle proprie certezze? Cosa li fa permanere tenacemente attaccati al controllo e alla forza del loro IO?

Essere coinvolti in un rapporto di vera vicinanza con l'altro significa gettare la maschera, mostrarsi con le proprie debolezze, eccentricità, volubilità, limiti. Questa situazione può essere vissuta come molto pericolosa da parte di chi nell' infanzia, in rapporto alle figure genitoriali, non ha potuto beneficiare dell'amore incondizionato, quello che accoglie l'altro per quello che è, debolezze incluse. In qualche maniera ha sperimentato la sensazione di dover apparire in un certo modo per ottenere l' affetto e l'approvazione dell' altro, finendo per nascondere i propri veri sentimenti.

Tale negazione del proprio vissuto emotivo può così riproporsi in età adulta come meccanismo di difesa nei confronti delle sensazioni evocate dalla vicinanza di una persona che attrae molto. I bisogni di dipendenza vengono risvegliati ma insieme a loro risorge la paura, il timore che non trovino accoglienza e risonanza. Così vengono ricacciati indietro, magari bollati come dipendenza tout court, come un infantilismo da cui prendere le distanze.

A volte addirittura questo meccanismo inconscio può rovesciarsi sulla persona oggetto di desiderio. Viene denigrata, l'attenzione si concentra selettivamente sui suoi difetti per giustificare il fatto che la si tenga a distanza. Chi non è stato amato proprio a partire dalle sue imperfezioni e si è sforzato per tutta la vita di dimostrare il suo valore finisce per non tollerare nemmeno i limiti e la stessa vitalità dell'altro. Quest'ultima infatti può ricordargli quanto lui deve aver rinunciato alla spontaneità e al godimento della vita per sembrare perfetto e senza macchie.

Un percorso psicoterapeutico può fare molto per superare questa paura, nella misura in cui permette di guardarla in faccia, riconoscerla e piano piano lasciarsela alle spalle, al di lá dei suoi mascheramenti difensivi. Chiaramente la principale spinta al cambiamento proviene dal soggetto stesso, nella misura in cui si accorge con dolore della ripetizione di un certo copione all' interno di tutte le sue più rilevanti esperienze amorose. Solo questo suo rendersi conto che c'è qualcosa che non va in lui e non nell'oggetto può aprire la strada ad un lavoro in profondo su se stesso, in un clima di fiducia incondizionata garantito dalla posizione di fondo non giudicante del terapeuta.

Altri articoli sull'amore

Amori contemporanei

Molte impasse negli amori fra i giovanissimi oggi sembrano legarsi non tanto ad una difficoltà di comunicazione fra i sessi, cosa più tipica di generazioni passate,  bensì ad un cinismo e ad un disincanto che bloccano e cristallizzano la conoscenza prima ancora che essa possa iniziare.

Leggi l'articolo

L'uomo narcisista: il circuito infernale del desiderio

Jacques Alain Miller, erede del pensiero di Jacques Lacan, parla di "circuito infernale del desiderio ossessivo" per descrivere il fenomeno di azzeramento del desiderio sistematicamente operato da uomini così detti "ossessivi" (in gergo meno specialistico diremmo "narcisi" ) all'interno dei loro rapporti amorosi.

Leggi l'articolo

L'odio ossessivo

Soggetti a struttura ossessiva, per lo più di sesso maschile, nutrono un odio inconscio a tratti francamente crudele nei confronti del desiderio. Ma di quale desiderio, quello proprio o altrui? Se consideriamo che il desiderio è sempre desiderio dell'Altro, in gioco abbiamo entrambi. L'Altro infatti, per la psicoanalisi lacaniana, non è solo il luogo delle regole, del codice, del linguaggio, della Legge, ma anche il posto tout court del desiderio.

Leggi l'articolo

Amore e aspettative

L’armonia duratura fra due persone che si vogliono bene e si stimano, il sentimento amoroso senza ombre, la propensione ad accogliere positivamente il prossimo anche nelle sue complessità sono minacciate da un unico fattore, ovvero l’aspettativa. 

Leggi l'articolo

Amore o passione?

Amore e passione sono due entità diverse, possono sovrapporsi oppure restare separate. In ogni caso, anche nel più felice in cui avviene un incontro tra esse, le loro nature restano di qualità differenti.

Leggi l'articolo

Il potere salvifico dell’amore: essere amati o amare?

Nell’immaginario collettivo l’amore assume la funzione di antidoto alla depressione. Questa assunzione popolare, come tutte del resto, rivela un aspetto di verità ed uno di menzogna. L’illusione risiede nell’idea che l’incontro d’amore sia causa del ristabilimento di un equilibrio andato perso piuttosto che un suo effetto.

Leggi l'articolo

Quando l'amore non è corrisposto

Quando amare vuol dire solo movimento d'andata, ossia mano che si protende verso la rosa ma nessun movimento di risposta, nessun'altra mano che a sua volta si dirige verso l'amante, che fare? Si tratta di una situazione frequentissima, a noi psicologi capita spessissimo di ascoltare il dolore di chi non è ricambiato in amore.

Leggi l'articolo

Masochismo e amore

Nella mia pratica clinica mi accade frequentemente di ascoltare persone, anche di notevole intelligenza e spessore, invischiate in relazioni distruttive per il proprio equilibrio ed autostima. Queste sono portate ad accettare e portare il peso di rapporti all'insegna della sofferenza. Non solo, spesso accade che proprio i legami più sofferti siano quelli considerati più intensi dal punto di vista emotivo, come se da un certo punto in poi non fossero solo subiti ma attivamente ricercati per una sorta di oscuro piacere ricavato dal tormento.

Leggi l'articolo

La madre “tossica”

Il termine “madre” nell’immaginario collettivo rimanda immediatamente al tema dell’amore e della cura, dunque a qualcosa di incontestabilmente positivo.

Leggi l'articolo

Amore malato

Molte domande di aiuto che accogliamo in studio (formulate per lo più da donne) ruotano direttamente o indirettamente attorno alla questione di un “amore malato”. Sono infatti principalmente le donne a patire per amore, sebbene non manchino casi in cui è lui a chiedere aiuto a causa delle vessazioni subite dalla partner. 

Leggi l'articolo

Il desiderio isterico

Il desiderio isterico, insegna Jacques Lacan rileggendo Freud, è un desidero strutturalmente insoddisfatto. Non impossibile, non distrutto, non mortificato come quello dell'ossessivo, ma sempre al di qua del congiungimento con la soddisfazione. Il desiderio isterico è desiderio puro, è apertura, è mancanza, è tensione desiderante che però non deve incontrare la pienezza dell'appagamento. Perché nella misura in cui questo desiderio si realizza fatalmente si reindirizza verso altro, allo scopo di mantenersi vivo ed insaturo.

Leggi l'articolo

La dipendenza affettiva

Dipendere affettivamente da qualcuno non è molto diverso rispetto al divenire schiavi di una droga. Come si riconosce questa condizione di sudditanza? Il segnale più classico è l’impossibilità da parte di uno dei due partner di chiudere una relazione nonostante questa abbia effetti distruttivi sulla sua emotività.

Leggi l'articolo

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

Via della Moscova 40/6 • 20121 Milano
N. iscr. Albo Ordine degli Psicologi 03/8181 • Partita Iva 07679690961