Quando in amore "no" nasconde "sì"

Il "no" di una donna che nasconde la sottostante volontà di dire "si" non è più un fenomeno comunissimo ai nostri giorni, sebbene in alcuni casi non del tutto estinto. Il suo declino come ingrediente tipico del rituale di corteggiamento lo si deve all'emancipazione della donna, non più legata a vecchi cliché di difesa della propria virtù minacciata dalle avances del maschio di turno.

Dire "no" aveva dunque, prima della rivoluzione sessuale degli anni settanta, il valore di test, era finalizzato cioè a mettere alla prova la serietà delle intenzioni del corteggiatore. Se insisteva nonostante i rifiuti, se perseverava nella corte pur non ottenendo nulla sul piano della sessualità, allora significava un suo essere preso nel discorso amoroso e ciò apriva le porte ad una certa disponibilità.

Se oggi questo schema (a parte rari casi) è del tutto superato, se assistiamo ad un vero e proprio sovvertimento dei ruoli, ad una dirompente intraprendenza femminile correlativa ad una altrettanto crescente passività maschile, non possiamo però decretare come morta la dinamica sottostante al "no" che vuole dire "si". Permane cioè nel femminile, nonostante il superamento di tabù ed inibizioni, la spinta ad utilizzare il rifiuto come forma di messa alla prova del desiderio dell'altro. Con la grande differenza che nella contemporaneità  il negarsi avviene dopo l'incontro sessuale anziché prima di esso. In una riproposizione ritardata, post facto, dell'antica questione: mi vuoi solo come un oggetto o mi ami?

Molte donne nella fascia d'età tra i trenta e i quarant'anni si gettano a capofitto in relazioni sulle prime all'insegna del disimpegno e della passionalità. Ad un certo punto però non ce la fanno più a sostenerne la leggerezza ed iniziano ad introdurre dei limiti, nei primi tempi assenti. Alcune indietreggiano gradatamente mentre altre più drasticamente spariscono, tagliano i ponti, cancellano i numeri di telefono, si rendono inavvicinabili, nella speranza di ottenere un segno di interesse, una risposta, qualcosa. Spesso la constatazione è amara: un lungo silenzio precede sì un approccio, che però si rivela ben presto squisitamente finalizzato al sesso.

In queste congiunture solo in poche riescono a rimanere salde nel proposito del rifiuto, scambiando ogni volta un gesto di riavvicinamento per qualcosa di più importante ed inabissandosi così  sempre più a fondo in un circolo vizioso di allontanamenti e riprese dal carattere ossessionante. La domanda d'amore assume una tinta folle, diventa perentoria. Quell'uomo lì, che le ha fatte sentire così vive, le DEVE amare!

Se da una parte la liberazione sessuale parifica nei fatti la donna all'uomo, consentendole l'accesso alla sessualità senza amore, essa non vi riesce nella sostanza. La posizione femminile è eccentrica e irriducibile a quella maschile, restando orientata ad ottenere dall'uomo un segno di riconoscimento dell'unicità del proprio essere. Mentre l'uomo, pur femminilizzato, se non è preso dall'amore può tranquillamente contentarsi della serialitá degli oggetti e dei loro dettagli fisici.

Per la donna fare l'uomo ha dei costi indubbi. Una relazione dove lo scambio sessuale è ricco e coinvolgente difficilmente non sconfina nel territorio dell'amore. E la delusione conseguente risulta molto più difficile da superare rispetto a quella a cui andava incontro la donna che scopriva la superficialità delle intenzioni del suo cavaliere. La difesa della propria virtù, oltre a testare l'altro, aveva una vera e propria funzione protettiva nei confronti delle bruciature inferte dal coinvolgimento fisico non agganciato all'amore.

In terapia capita di ascoltare molte donne perse, smarrite. Donne indipendenti, brillanti che, avvicinatesi al godimento senza amore quasi per gioco, ne vengono infine scottate, devastate, fatte a pezzi. Il lavoro terapeutico sarà indirizzato a far riscoprire loro le caratteristiche ed il valore della natura femminile, parallelamente alle motivazioni inconsce che, colludendo col discorso sociale dominante, le hanno portate ad indossare panni non propri.

Altri articoli sull'amore

Amare l'uomo sbagliato

Perché alcune donne si innamorano sempre dell'uomo sbagliato? Cosa le porta a ripetere in maniera seriale un tipo di scelta che si rivela nel tempo distruttiva? Di solito la risposta è di una semplicità sconcertante: nell'uomo sfuggente ma affascinante, freddo ma a tratti capace di slanci ritrovano la traccia di qualcosa di familiare, qualcosa di già sperimentato nella famiglia di origine.

Leggi l'articolo

La famiglia incestuosa

Esistono famiglie che in psicoanalisi definiamo “incestuose”, sebbene nel reale non avvenga nessun abuso sessuale. L’incesto si consuma per così dire a livello inconscio, nella misura in cui il legame fra i genitori e i figli (soprattutto quello con la madre) resta troppo stretto, non si ridimensiona cioè con il tempo.

Leggi l'articolo

Utilitarismo, immaginario e amore

Come analisti ascoltiamo quotidianamente storie di rotture o crisi sentimentali provocate dall'incontro con nuovi partner. Il tradimento è un fenomeno dilagante tra giovani e meno giovani, ed è ritenuto da molti semplicemente inevitabile. Oggigiorno vi è l'idea diffusa che l'amore sia una merce segnata da una data di scadenza, da sostituire una volta esaurita.

Leggi l'articolo

Amare è dare all'altro ciò che non si ha

L'aforisma lacaniano "amare è dare ciò che non si ha" coglie un aspetto fondamentale dell'amore, la generosità. Amare è dare, donare all'altro. Ma che cosa offriamo? Qualcosa che possediamo?  Regali, cibo, cure? Lacan è preciso, dice: dare " ciò che non si ha". E qual è questo bene intangibile che non possediamo ma che nello stesso tempo possiamo mettere a disposizione dell'altro? Semplicemente la nostra presenza, l'esserci in quanto mancanti dell'altro. Allora doniamo la nostra mancanza, il fatto stesso di non essere completi senza l'altro, di non poter vivere senza di lui.

Leggi l'articolo

La madre “tossica”

Il termine “madre” nell’immaginario collettivo rimanda immediatamente al tema dell’amore e della cura, dunque a qualcosa di incontestabilmente positivo.

Leggi l'articolo

Amare se stessi nell'altro o l'altro per quello che è?

 

Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi, era convinto che l'amore tra uomo e donna potesse essere alla fin fine ridotto a due tipologie: l'amore di appoggio e l'amore narcisistico.
Il primo caso riguarda l'investimento amoroso nei confronti di una persona che svolge una funzione materna, di cura, di sostegno.

Leggi l'articolo

L’amore ai tempi del Coronavirus

Qualche tempo fa, quando qui in Italia eravamo solo all’inizio dell’allarme Coronavirus e se ne parlava ancora in toni leggeri, arrivavano notizie dalla Cina relative all’impennata di richieste di divorzio conseguenti ai mesi di isolamento forzato in famiglia. 

Leggi l'articolo

Sparizioni e desiderio maschile

Uomini cinici, freddi, anaffettivi. Si tratta di una delle più comuni lamentazioni femminili in tema di fallimenti amorosi.

Leggi l'articolo

Narciso e aridità affettiva

Tutti gli esseri umani sono un po' narcisi, ovvero innamorati della propria immagine ideale. L'immagine infatti, da intendersi in senso più ampio rispetto alla mera apparenza fisica, non è altro che l'Io, la rappresentazione unitaria e coerente di noi stessi. Essa ha un potere fortissimo, fornisce a ciascuno non solo un senso di identità stabile, ma istituisce internamente anche una rivalità aggressiva con se stessi, nella misura in cui la si vuole mantenere lucida e compatta, senza crepe.

Leggi l'articolo

Arrivare subito al sesso ostacola l’amore?

Esistono  situazioni in cui il sesso, anziché avvicinare i partner, irrimediabilmente li divide. Tipicamente sono quelle in cui i due si incontrano, si incuriosiscono, chiacchierano un po’ e dopo poche ore finiscono a letto.

Leggi l'articolo

Delusione d’amore

Scoprire di non venir ricambiati da chi ci piace, essere lasciati, traditi, accorgersi che chi amiamo non è davvero chi credevamo sono tutte situazioni che ci fanno attraversare una delusione d’amore. Il dolore che ne deriva ha fortemente a che fare con la sensazione dello strappo, della lacerazione, della perdita.

Leggi l'articolo

Amori contemporanei

Molte impasse negli amori fra i giovanissimi oggi sembrano legarsi non tanto ad una difficoltà di comunicazione fra i sessi, cosa più tipica di generazioni passate,  bensì ad un cinismo e ad un disincanto che bloccano e cristallizzano la conoscenza prima ancora che essa possa iniziare.

Leggi l'articolo

Dott.ssa Sibilla Ulivi, psicologo e psicoterapeuta

Via della Moscova 40/6 • 20121 Milano
N. iscr. Albo Ordine degli Psicologi 03/8181 • Partita Iva 07679690961