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Non esiste depressione clinica che non abbia l'ansia come componente significativa ci insegna Eugenio Borgna nel suo "Le figure dell'ansia".

La depressione è una condizione clinica di profondo disagio che si distingue dalla semplice tristezza che ciascuno di noi sperimenta nel corso della propria esistenza.

La forma depressiva più comune nella contemporaneità è legata a un certo bipolarismo, che non si inquadra perfettamente nella sindrome bipolare benché mantenga con essa un rapporto di somiglianza di fondo.

Fallire significa sostanzialmente registrare lo scarto fra i nostri obiettivi e la realtà, soprattutto quando le cause del mancato successo risiedono in un errore di valutazione riconducibile alla nostra persona.

Nell’immaginario collettivo, come è noto, è molto diffusa l’’associazione fra depressione e genio creativo: la concezione dell’artista dal carattere irascibile e tempestoso, perennemente soggetto sbalzi di umore, identifica l'uomo dedito alle arti con un personaggio cupo e problematico, benchè originale e capace di entusiasmi travolgenti (che rendono la sua natura complessa e contraddittoria).

Se è intuitivo riconoscere nei silenzi e nella tristezza le tracce del male di vivere (leggi l'articolo Depressione e tristezza), meno immediato è associare rabbia e depressione.