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Narcisismo patologico

Nel narcisismo patologico il bisogno di riconoscimento e la dipendenza dallo sguardo dell’altro possono diventare centrali, mentre l’autostima resta fragile e facilmente esposta alla ferita. Gli articoli collegati esplorano le dinamiche relazionali narcisistiche e il confine tra una sana valorizzazione di sé e una vulnerabilità dell’Io che richiede continue conferme.

Amare profondamente un'altra persona appare possibile solo a partire da un amore equilibrato nei confronti di se stessi. Un sano narcisismo, un solido amor proprio costituiscono infatti la base per intrecciare rapporti con gli altri che non siano all'insegna della dipendenza e della sopraffazione.

L’egoismo viene spesso citato in terapia sia da chi ne soffre direttamente sia da chi ne è interessato in qualità di parente, amico o coniuge. Di per sé l’egoismo rappresenta un tratto di personalità universale a tutti gli esseri umani. Tuttavia, sulla base della rigidità, dell’intensità e dell’impatto sulle relazioni interpersonali, la psicologia ne riconosce due varianti, una sana e adattiva e un’altra patologica.

“Tre caratteri” di Cristopher Bollas si apre con una raccolta di riflessioni sul carattere narcisista (a cui seguono altre sulla patologia borderline e maniaco depressiva).

La figura della madre morta di Andrè Green la ritroviamo in molti quadri clinici caratterizzati da un clima depressivo di superficie che sottende una ferita antica in relazione alla persona della madre. 

Il campo delle discipline psicoterapeutiche ad orientamento psico dinamico tende a distinguere un narcisismo “sano” da un “narcisismo malato”.

Qualche giorno fa, sfogliando il Corriere della Sera, mi sono imbattuta nell’articolo di Beppe Severgnini di martedì 1 Settembre 2026, intitolato L’illusione dell’autosufficienza.

A tutte le donne è capitato nel corso della loro vita di imbattersi in un uomo narcisista. Non a tutte è però successo di innamorarsene. Di solito la donna che cade preda di questa tipologia di uomo non se ne innamora una volta soltanto nella vita. Tende fatalmente a ripetere la scelta, sulla scia di un fantasma paterno molto ingombrante.


Quando si parla di narcisismo si tende a pensare immediatamente al culto esagerato per la propria immagine, all'autocelebrazione a tutti i livelli che non lascia spazio alla considerazione dell'altro. Tuttavia questa è la versione "patologica" del fenomeno, sempre frutto di una sottostante fragilità narcisistica.

Esistono infatti un narcisismo "sano" ed uno "malato". Il primo non è altro che amor proprio, coscienza di sè, rispetto e cura per se stessi. È, freudianamente parlando, un equilibrato investimento libidico sull'io, necessario alla vita. Freud parlava di un "narcisismo primario" del piccolo dell'uomo, necessariamente chiuso nel suo guscio per sopravvivere e svilupparsi, avvolto in un bozzolo di bisogni e di indifferenza rispetto al mondo esterno.

Esiste uno stretto collegamento fra il disturbo di personalità narcisistico e la mitomania, intesa come tendenza patologica a mentire in modo compulsivo (raccontando storie inventate di sana pianta).

Il narcisismo in sé non rappresenta una patologia. Freud ci insegna come un buon investimento di energia libidica sul proprio Io (noto come amor proprio) sia fondamentale ai fini dell'equilibrio psichico.

Il termine narcisismo è molto in voga di questi tempi, ricorre spesso nei discorsi delle persone alle prese con il tentativo di capire se stesse o gli altri.

Oggi il tema del narcisismo è diventato estremamente "pop". Il termine è così inflazionato che spesso ci si imbatte in descrizioni della personalità narcisistica che potrebbero appartenere a tutt’altre strutture psicologiche.