Il fine ultimo di una psicoanalisi
Un'analisi non punta semplicemente a sciogliere i sintomi, va ben al di là di una pura risoluzione sintomatica. Quest'ultima è certamente contemplata, tuttavia non è assicurata a priori, in quanto si verifica come effetto di un lavoro che tocca altre corde e che implica un soggetto attivo, non passivamente in attesa di una soluzione che provenga dall'Altro. La psicoanalisi infatti non aggredisce frontalmente il malessere come un nemico da sopprimere, ma lo interroga, ne accoglie le ragioni, gli dà dignità di esistenza.
L'accettazione non passiva
Un lavoro di analisi spinto fino alla sua conclusione "logica" si differenzia sia da un'interruzione della cura che da una psicoterapia.
Amore e desiderio d'altro
Nell'amore, sia esso quello di una madre, di un partner o di un amico, ciò che è sempre in gioco è l'essere visti e riconosciuti dall'altro. La soddisfazione dell'amore è cioè di natura simbolica, nella misura in cui non passa attraverso la materialità dei corpi e degli oggetti bensì attraverso dei segni, dei segni d'amore.
Chi è uno psicoanalista "lacaniano"?
Con il termine psicoanalista lacaniano indichiamo il professionista che pratica la psicoanalisi ispirandosi all'insegnamento dello psichiatra, psicoanalista (e di fatto filosofo) francese Jacques Lacan (1901-1981), portandone avanti l'eredità tramite un atteggiamento di ricerca e di interrogazione continua a partire dalla clinica incontrata nel qui ed ora del tempo presente.
Claustrofilia
“Analisi terminabile e interminabile”: è da questo scritto testamentario di Sigmund Freud (1937) che Elvio Fachinelli parte nel suo “Claustrofilia” (1983) per introdurci gradatamente verso la sua “trovata”, ovvero l’esistenza della così detta “area claustrofilica”.
Il cambiamento tra psicoterapia e psicoanalisi
È semplicistico pensare che la modificazione di un atteggiamento o di un modo d'essere nel mondo sia frutto di un processo razionale di analisi dei propri meccanismi e comportamenti, finalizzato a identificarne l'inadeguatezza.
Il colore nascosto delle cose
Nel'ultimo film di Silvio Soldini, presentato a Cannes nel settembre 2017, il personaggio di Emma (osteopata non vedente) dà corpo e voce ad una verità semplice e sconvolgente al tempo stesso: "per guarire bisogna soffrire".
Il più di vita dello psicoanalista
Lo psicoanalista è qualcuno che è chiamato a "sopravvivere" alla distruttività dei suoi pazienti. È il grande insegnamento di D. W. Winnicott ma anche dello stesso Jacques Lacan. Entrambi si riferiscono alla posizione di fondo di uno psicoanalista nella cura, il suo essere cioè intimamente distaccato dalle dinamiche affettive di amore odio, speculari, immaginarie tipiche delle relazioni duali, e nello stesso tempo autenticamente vivo, presente, sveglio, "francamente amorevole" e "francamente in stato di avversione".
Il rapporto sessuale e l’amore secondo Lacan
Jacques Lacan, noto psicoanalista francese, diceva che il rapporto sessuale non esiste. Egli asseriva che non fosse mai possibile "fare uno" con l’altro attraverso la sessualità.
Il transfert in psicoanalisi: prima parte
Qual'è il significato del termine transfert? Cosa intendiamo in psicoanalisi con questo concetto?
Il transfert in psicoanalisi: seconda parte
Il primo modo di intendere il transfert di Lacan è quello di situarlo sull’asse immaginario della cura.
Il valore del silenzio in analisi
È risaputo come in analisi il paziente parli mentre l’analista per lo più taccia. Il tacere dell’analista non va però inteso semplicisticamente come una pura conseguenza del suo essere impegnato nell’attività di ascolto.