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Una delle situazioni che spesso spinge a chiedere aiuto psicoterapeutico è il trovarsi invischiati in relazioni frustranti, fortemente sbilanciate dal punto di vista emotivo, senza tuttavia riuscire a trovare la forza di uscirne.

Non è rara la lamentazione da parte del genere femminile riguardo ad una supposta “scarsa sensibilità” della controparte maschile.

Lo psichiatra forense Gardner inventa negli anni ottanta il costrutto di “sindrome da alienazione parentale”, per indicare quel fenomeno per cui, in caso di grave conflittualità familiare, un figlio esibisce atteggiamenti di rifiuto verso uno dei genitori (tipicamente il padre) a seguito dell’indottrinamento manipolatorio perpetrato da parte dell’altro genitore.

Una supposizione inconscia guida il comportamento di alcune tipologie di uomini in campo amoroso: la donna vuole un uomo infinitamente disponibile a soddisfarne i desideri. Questo pensiero di dover corrispondere a un erogatore impeccabile di attenzioni intorbidisce le acque fin dal primo incontro. Perché conduce verso comportamenti non spontanei, a volte persino opposti alla propria natura profonda.

La  figura di Peter Pan (un personaggio letterario, ibrido fra uccello e bambino), viene comunemente evocata per indicare l’immaturità emotiva tipica di alcuni soggetti, appartenenti  soprattutto al sesso maschile.

La lucidità nell’inquadrare correttamente persone e situazioni può essere offuscata da una serie di fattori che fanno interferenza con una lettura equilibrata delle cose.

Accade in amicizia, accade in amore. Nel mondo attuale degli “amori liquidi” sentirsi oggetto di una modalità relazionale “usa e getta” non è affatto ben tollerato, anzi, costituisce ancora una delle cause principali di sofferenza emotiva.

Lettera a un bambino mai nato” di Oriana Fallaci non è un libro consolante né rassicurante, non offre risposte universali ma, pur raccontando la vicenda particolare della protagonista, catapulta in un diluvio di domande e di ragionamenti mai banali sul tema della maternità e più in generale sulla condizione umana.

A partire da diverse angolature, D.H. Lawrence analizza in tutti i suoi romanzi e racconti il tema a lui più caro, la confusione dell'uomo e della donna moderni circa la sessualità e il desiderio

Cosa spinge alcune donne a ricercare nella vita sempre le stesse tipologie di uomini che fanno soffrire e a mettere in atto comportamenti masochistici? Perché sono irresistibilmente attratte dal tormento in una relazione? E perché solo nel dolore riescono a sentirsi vive, ad avere cioè il senso non tanto di essere amate ma di amare?

Ammirare moltissimo una persona, essere attratti dai suoi modi, dal suo fascino o carisma rientra nel campo dell’infatuazione e non dell’amore.

La figura del padre gioca sempre un ruolo chiave nel determinare la natura del rapporto con il maschile nella donna. La psicoanalisi classica freudiana utilizza il concetto di complesso edipico per rendere conto dell’influenza dell’innamoramento infantile per il padre sull’atteggiamento verso l’amore e la sessualità nella donna.

Un’inquietudine diffusissima soprattutto fra i trentenni di oggi (ma non mancano casi di soggetti di età superiore ai quaranta) è la paura dell’intimità.

Ridere insieme a un uomo costituisce un'esperienza piacevole e fonte di complicità. Ma può diventare un potente anestetico, soprattutto per quelle donne che non sanno sopportare il proprio buio. L’uomo leggero, o apparentemente tale, fa presa quando un’ombra di malinconia vela l’animo, quando la crescita è avvenuta in ambienti dominati da tristezza e inibizione.

Un tema che viene trattato di frequente durante le sessioni di psicoterapia riguarda la difficoltà (se non l’impossibilità) di accedere a sentimenti di natura amorosa.

Nell’era del dating e dei social media un fenomeno psicologico sta silenziosamente erodendo la capacità di stabilire legami profondi: la Relazione-Opzione.

Il perdono va distinto dalla riconciliazione, con la quale spesso viene confuso e sovrapposto.

La possessività è una modalità di rapportarsi all’altro che si associa a comportamenti più o meno sottilmente controllanti.

Come insegnava Jung nessun essere umano aderisce completamente ad una tipologia psicologica escludendo del tutto gli aspetti di quella opposta o complementare.

Il rifiuto, anche quello più ostinato, freddo o rancoroso spessissimo nasconde una domanda disperata d’amore e una profonda paura d'amare. Chi utilizza tale modalità all’interno dei rapporti amorosi ne è come soverchiato, sa che non porterà nulla di buono eppure non ne può fare a meno.

Molte problematiche relazionali e di coppia affondano le loro radici nella difficoltà, se non nell’impossibilità e nella non volontà di padroneggiare sentimenti più o meno coscienti di odio distruttivo

L’odio spesso costituisce la faccia in ombra dell’amore. È un fenomeno molto visibile nelle patologie gravi e nei disturbi del carattere ma ne possiamo cogliere delle sfumature anche in situazioni più vicine alla così detta “normalità”.

Perplessità e sconcerto, ancora prima di rabbia e dolore, sono i vissuti che più si accompagnano all’esperienza dell’improvvisa chiusura emotiva dopo un periodo di frequentazione amorosa intenso ed esaltante.

Palma d'Oro al Festival di Cannes del 2023, l'opera della regista francese Justine Triet offre alla categoria degli addetti alla salute mentale importanti spunti critici rispetto alla cura del disagio psicologico individuale e di coppia.

Le relazioni d’amore, anche quando nascono e si sviluppano a partire da forti sentimenti reciproci, molto raramente sono esenti da problematiche che ne minano la stabilità.

Spesso responsabilità e colpa vengono confuse, le si scambia per la stessa cosa. Qual è invece la loro differenza? Che cosa le rende al fondo molto diverse se non addirittura opposte l'una all'altra?

Gerard Pommier, nel suo "Del buon uso erotico della collera", dedica un capitolo al tema dell'eiaculazione precoce maschile, offrendo un modello interpretativo che chiama in causa la figura mitica del padre primigenio.

La possibilità di separarsi, di divorziare, se da una parte libera dal giogo del legame infelice a tutti i costi, dall’altra ha delle indubbie e pesanti ricadute sui figli, nella fattispecie quando sono dei bambini o appena adolescenti (mentre dai vent’anni in su le cose cambiano drasticamente).

Ogni sofferenza dell’anima nasconde in filigrana una sofferenza d’amore. Sempre, dietro ad una domanda di aiuto, ad una crisi esistenziale si nasconde uno strappo, una delusione, un senso d’esser stati “mal amati”.

La donna, come insegna la psicoanalisi, occupa necessariamente una  posizione di oggetto in relazione alla mera pulsione sessuale dell’uomo.

Uomini cinici, freddi, anaffettivi. Si tratta di una delle più comuni lamentazioni femminili in tema di fallimenti amorosi.

In Amore liquido, di Zygmunt Bauman, troviamo  un'interessante riflessione sulla disumanizzazione dei rapporti interpersonali nella modernità, frutto di  un'errata attribuzione di equivalenza fra "amore di sè" e "istinto di sopravvivenza".

Il  così detto “mal d’amore” (sperimentato nel presente o nel passato) in quasi tutte le psicoterapie ad un certo punto va a costituire una materia di indagine privilegiata, sia per gli arrovellamenti e i tormenti a cui dà origine, che per la possibilità di identificare i fantasmi inconsci che insidiosamente mettono in scacco nelle relazioni e più in generale nella vita.

Le cause alla base di un tradimento non sono mai sempre le stesse in tutti i casi, così come le conseguenze che ingenera all'interno della relazione di coppia. 

"Un Uomo" è il celebre romanzo di Oriana Fallaci scritto in memoria di Alekos Panagulis, suo compagno nonché “eroe“ anarchico della Grecia degli anni settanta, assassinato dal regime falsamente democratico che segue la dittatura di Georgios Papadopoulos.

In terapia incontriamo sempre più spesso casi in cui l'uomo, pur essendo coinvolto da una donna in modo non superficiale, finisce per trascurarla e persino per sceglierne una che non lo prende sul piano sentimentale.  La situazione diventa per lui conflittuale e fonte di nervosismo, tanto da non riuscire più a districarsi da solo nella matassa dei pensieri.