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La "sessualità femminile", testo di Sigmund Freud degli anni trenta, svela il legame fra quel tempo della vita in cui per entrambi i sessi l'unico oggetto d'amore era la madre e la difficoltà di accesso per la donna ad un' autentica scelta eterosessuale.

La mentalità maschilista, che presuppone una “superiorità” data “per natura” dell’uomo rispetto alla donna, purtroppo è ancora oggi una triste realtà.

Una delle situazioni che spesso spinge a chiedere aiuto psicoterapeutico è il trovarsi invischiati in relazioni frustranti, fortemente sbilanciate dal punto di vista emotivo, senza tuttavia riuscire a trovare la forza di uscirne.

Non è rara la lamentazione da parte del genere femminile riguardo ad una supposta “scarsa sensibilità” della controparte maschile.

Lo psichiatra forense Gardner inventa negli anni ottanta il costrutto di “sindrome da alienazione parentale”, per indicare quel fenomeno per cui, in caso di grave conflittualità familiare, un figlio esibisce atteggiamenti di rifiuto verso uno dei genitori (tipicamente il padre) a seguito dell’indottrinamento manipolatorio perpetrato da parte dell’altro genitore.

Una supposizione inconscia guida il comportamento di alcune tipologie di uomini in campo amoroso: la donna vuole un uomo infinitamente disponibile a soddisfarne i desideri. Questo pensiero di dover corrispondere a un erogatore impeccabile di attenzioni intorbidisce le acque fin dal primo incontro. Perché conduce verso comportamenti non spontanei, a volte persino opposti alla propria natura profonda.