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Aiuto psicoterapeutico

L’aiuto psicoterapeutico nasce dalla possibilità di trovare, dentro una relazione di cura, uno spazio in cui il proprio disagio possa essere accolto, pensato e trasformato. Gli articoli dedicati al tema esplorano il ruolo dell’intuizione, delle emozioni, della comunicazione e della capacità di tornare in ascolto di se stessi.

I così detti “ipersensibili”, spesso artisti o persone altamente creative, sono soggetti che vedono e sentono sfumature e sottigliezze che agli altri di norma sfuggono.

Il termine ipocondria si riferisce ad un disturbo psichico in cui al centro prevale la preoccupazione di aver contratto una grave malattia, in assenza di vere ed oggettive evidenze a riguardo. 

Qualche giorno fa, sfogliando il Corriere della Sera, mi sono imbattuta nell’articolo di Beppe Severgnini di martedì 1 Settembre 2026, intitolato L’illusione dell’autosufficienza.

In psicoterapia il silenzio del terapeuta ha una funzione fondamentale. Permette la ricezione da parte della sua mente di tutto il materiale che gli arriva dall’altro, verbale e non verbale, e il suo smistamento in elementi rilevanti e non rilevanti ai fini della comprensione profonda della situazione del suo assistito. Questo lavoro consente di dare forma all’informe e orienta la restituzione al paziente, qualora sia possibile.

Accettare in età adulta un comportamento di abuso emotivo da parte di un partner o di una figura affettivamente significativa sottende sempre la presenza nell’infanzia di chi subisce una serie di abusi e umiliazioni non elaborati. 

Sempre più spesso accogliamo in studio domande (in particolare modo da parte di donne) che non hanno per oggetto l’indagare le proprie dinamiche ma che sono piuttosto finalizzate ad ottenere da parte del terapeuta una diagnosi del problema psicologico del partner. 

Oggi va molto di moda il termine “tossico” per riferirsi a persone o a dinamiche relazionali (soprattutto di natura amorosa) che fanno soffrire in un modo ben specifico e circoscritto.

L’amore vero non ha niente a che vedere con la sessualità, con il bisogno affettivo, il divertimento o la familiarità. 

l valore terapeutico dell’arte è indubbio, sia sul piano della fruizione che della produzione in prima persona dell’opera. Purtroppo quando si pensa all’arte troppo spesso si fa riferimento ad un concetto astratto e lontano, oppure ci si ancora alle mode e a quello che propone il mercato. 

La questione dell’efficacia della psicoterapia assilla non soltanto coloro che si accostano ad essa, mossi dall’ansia di venire a capo dei loro problemi, ma parimenti angustia gli stessi addetti ai lavori, sempre in bilico fra successi e fallimenti terapeutici.

 Una persona empatica “sente” le emozioni degli altri ed è in grado di costruirsi una "teoria della mente" del suo interlocutore. 

In terapia un tema frequentissimo riportato dai pazienti è quello della rabbia. La rabbia che tracima come un fiume in piena o quella che implode, avvelenando silenziosamente con cinismo e freddezza, esprimono entrambe un senso di rifiuto fortissimo nei confronti di ciò che accade.