Malattia mentale e sostegno alle famiglie
Nel nostro paese purtroppo esistono scarse forme di sostegno alle famiglie colpite dal dramma della malattia mentale.
Mania e depressione: "una mente inquieta"
"Una mente inquieta" è il racconto autobiografico di Kay Redfield Jamison, psicologa americana affetta dalla sindrome maniaco - depressiva (detta altresì disturbo bipolare).È un testo molto interessante, perché coniuga in maniera inedita il racconto dell'esperienza della malattia con le conoscenze scientifiche possedute a riguardo dall'autrice.
Maschere di normalità
La riproposizione senza sosta in seduta di tematiche relative all’apparire connesse ad un certo uso cronachistico della parola e ad un atteggiamento supponente, può balzare all’orecchio del clinico come il segno rivelatore della vera sofferenza di fondo del suo assistito, talmente imprigionato in una miriade di maschere “sociali” da ritenerle le uniche realtà esistenti.
Masochismo femminile e amore
Cosa spinge alcune donne a ricercare nella vita sempre le stesse tipologie di uomini che fanno soffrire e a mettere in atto comportamenti masochistici? Perché sono irresistibilmente attratte dal tormento in una relazione? E perché solo nel dolore riescono a sentirsi vive, ad avere cioè il senso non tanto di essere amate ma di amare?
Memoria e benessere psicologico
La memoria non si limita ad essere un “contenitore” di ricordi, essa è un processo dinamico che coinvolge diversi distretti cerebrali e facoltà della nostra mente.
Mental break down: cause, rischi e potenzialità
Nel corso della vita andare incontro ad un “mental break down” (volgarmente definito esaurimento nervoso) significa sperimentare un doloroso spartiacque fra un “prima” e un “dopo”, che in alcuni casi lascia ferite aperte difficilmente sanabili.
Mentalizzazione in psicoterapia
Si deve a Peter Fonagy, noto psicoanalista ungherese, la ripresa e l’utilizzo del termine “mentalizzazione” per indicare la capacità umana di riconoscere i propri stati interiori (emozioni, desideri, intenzioni, aspettative, limiti, potenzialità ecc…)e specularmente quelli altrui.
Narcisismo e depressione latente
La depressione, in questo momento storico più che mai, è un sintomo trasversale a molte domande di cura. Essa si accompagna spesso a problematiche nella sfera narcisistica.
Narcisismo e mitomania: la bugia patologica
Esiste uno stretto collegamento fra il disturbo di personalità narcisistico e la mitomania, intesa come tendenza patologica a mentire in modo compulsivo (raccontando storie inventate di sana pianta).
Narcisismo patologico: cause, effetti, rimedi.
Il narcisismo in sé non rappresenta una patologia. Freud ci insegna come un buon investimento di energia libidica sul proprio Io (noto come amor proprio) sia fondamentale ai fini dell'equilibrio psichico.
Non arrendersi, mai
La resa di fronte alle difficoltà è la porta di ingresso principale al malessere psichico. Senza parlare dei cali del tono dell’umore quando all’orizzonte non c’è nessuna nuvola, quando tutto è fin troppo perfetto e sereno.
Normalità e patologia: quali confini?
È opinione comune associare ad uno stato di "normalità" psichica l'adesione alla realtà, intesa come pacifica accettazione dei limiti imposti dall'ambiente esterno sulle nostre pulsioni e aspirazioni. La stessa civiltà infatti si basa su una quota di rinuncia alla soddisfazione delle pulsioni individuali, in virtù di un bene più grande, l'ordine e la stabilità nel reale.
Panico e depressione. Perchè spesso vanno a braccetto?
Tra panico e depressione c’è un legame molto stretto. La forma depressiva che colpisce chi soffre di panico si caratterizza per la predominanza di un senso di rinuncia alla vita, a cui seguono apatia e demoralizzazione.
Parlare in terapia non guarisce (da solo): i veri usi della parola
Una seduta di psicoterapia è costituita da “discorsi”, i cui mattoni sono le parole (inclusi i silenzi) e gli stati d’animo. Le parole non vengono pronunciate mai a caso, anche quando sono l’espressione di un flusso di coscienza. Esse hanno sempre uno scopo e una direzione: sono gli strumenti del pensiero, sia esso volontariamente direzionato oppure guidato dall’inconscio.
Paura della prima seduta dallo psicologo? Cosa aspettarsi (e perché è normale)
Quando le persone arrivano per la prima volta nel mio studio in zona Moscova, capita spesso che siano nervose. È normale. Anche se abbiamo moltissimo da dire possiamo avere paura: del giudizio, del silenzio, del non riuscire a far passare correttamente tutto quello che abbiamo dentro, macinato in solitudine e ancora non comunicato a nessuno.
Perché “perdonare” i genitori?
Quando in terapia iniziamo a vedere i nostri genitori come “uomini e donne” e non più solo come “entità superiori” che “avrebbero dovuto comportarsi meglio” è segno che stiamo compiendo dei passi in avanti verso l’abbandono di modalità sintomatiche di vivere gli affetti e in generale la vita.
Perché compiacere gli altri?
Liberarsi dalla compiacenza è una delle conquiste più produttive a cui può portare un percorso psicoterapeutico.
Perché fidarsi dell’intuizione?
L’intuizione è una risorsa psicologica preziosissima, purtroppo non adeguatamente valorizzata nel contesto sociale contemporaneo.
Perché la cura non viene dall’altro
La molla che porta quasi sempre a chiedere aiuto ad uno specialista è la presenza di un sintomo o di una costellazione di malesseri più o meno invalidanti, a volte percepiti come disturbanti corpi estranei oppure come parti della propria (complessa) personalità.
Perché mi annoio sempre: un'analisi psicoanalitica della noia cronica
Spesso ci si chiede: perché mi annoio sempre? La risposta non è sempre legata all’assenza di cose da fare, ma a un malessere più profondo, che questa analisi mira a esplorare.
Perfezionismo e salute mentale: perché lasciare andare fa bene
Il perfezionismo può innescare livelli elevati di stress (ansia da prestazione) e di disagio psicologico, soprattutto quando diventa una stampella di cui non si riesce più a fare a meno per vivere.
Phubbing: quando il cellulare rovina le relazioni umane
“Phone” e “Snubbing” (snobbare) si fondono insieme e danno luogo al neologismo “Phubbing”, che assume allora il significato di ignorare l’interlocutore guardando lo schermo del cellulare.
Possessività e amore: perché è un binomio distruttivo
La possessività è una modalità di rapportarsi all’altro che si associa a comportamenti più o meno sottilmente controllanti.
Psicoanalisi: quando una navigazione senza bussola apre mondi
"Pensieri di uno psicoanalista irriverente. Guida per analisti e pazienti curiosi" di Antonino Ferro è un testo prezioso nella sua apparente semplicità,
Psicologia della disperazione: il bisogno di aiuto nascosto nel buttarsi via
Il dolore psichico, soprattutto quello ingenerato dalle frustrazioni relazionali, può essere così lacerante da spingere alcune persone nella disperazione, in un “buttarsi via” che si sostanzia nel cessare di dare il minimo valore a se stessi, ai propri obiettivi e alla propria vita.
Psicoterapia e ascolto
Uno dei fattori terapeutici per eccellenza in gioco in una psicoterapia è l’accoglienza dell’altro senza condizioni, che si traduce operativamente in un ascolto inedito, in un’esperienza di difficile reperimento all’interno di altre situazioni relazionali.
Psicoterapia e depressione
Esistono forme depressive che rispondono bene ad un lavoro con la parola ed altre che restano impenetrabili a qualsiasi tentativo dialettico.
Psicoterapia e dinamiche familiari: quando la crisi del singolo svela il sistema malato
La psicoterapia svolta da un membro della famiglia, quando è davvero trasformatrice, spesso si rivela perturbatrice degli equilibri dell’intero sistema.
Psicoterapia e farmaci: perché la cura combinata è essenziale nel malessere mentale grave
Accettare di affiancare la psicoterapia a un cura farmacologica per molte persone che patiscono una sofferenza emotiva pesante non è per nulla semplice.
Psicoterapia e meccanismi di difesa dell’Io
La forza mentale implica una buona capacità dell’Io di “funzionare” nel gestire i doveri, le difficoltà, gli impulsi, le emozioni e in generale la complessità emotiva delle relazioni.
Psicoterapia e psicoanalisi
Che un paziente si rechi nella stanza dell’analista per anni, anche regolarmente, non significa che stia svolgendo effettivamente un’analisi.
Psicoterapia e speranza
La psicoterapia può essere definita come l’arte di risvegliare la speranza, in un senso laico e concreto (la fede religiosa agisce ad un altro livello).
Psicoterapia psicodinamica o cognitivo-comportamentale?
Quando si tratta di chiedere aiuto per un problema o un sintomo di natura psichica può essere utile informarsi sull’approccio seguito dallo specialista, cosa che comunque non garantisce il “buon incontro”.
Psicoterapia: l’arte e la disciplina dell’ascolto
L’ascolto di uno psicoterapeuta di valore, al di là del suo approccio teorico di riferimento, lo potremmo paragonare all’esercizio di una vera e propria arte, sempre legata quest’ultima ad una miscela di aspetti formali e di spinta creativa, di tecnica e di sensibilità emotiva, di già saputo e di nuovo, di pensato e di non ancora conosciuto.
Psicoterapia: perché capire tutto non basta per cambiare?
Spesso le persone arrivano in psicoterapia già pregne di concetti riguardo se stesse. Hanno capito di essere in questo o in quell’altro modo e sono molto brave sia nell’argomentare che nell’individuare la causa delle loro difficoltà.
Quando a soffrire è la personalità
Anni di psicoanalisi classica ma nella sostanza non cambia niente: l’impermeabilità al cambiamento tramite insight inconscio è uno degli indici che denotano in chi chiede aiuto la presenza di una struttura della personalità, in cui gli aspetti patologici sono rigidamente installati.
Quando funziona la psicoterapia?
La psicoterapia che “funziona”, che apporta cambiamenti di sostanza nella vita delle persone risponde a determinate caratteristiche, frutto dell’incontro fra abilità del curante e disponibilità a mettersi in gioco del paziente.
Quando il rifiuto è una domanda d’amore
Il rifiuto, anche quello più ostinato, freddo o rancoroso spessissimo nasconde una domanda disperata d’amore e una profonda paura d'amare. Chi utilizza tale modalità all’interno dei rapporti amorosi ne è come soverchiato, sa che non porterà nulla di buono eppure non ne può fare a meno.
Quando l’anima soffre: come nasce il disagio psicologico e dove può condurre la cura
Il disagio psicologico spesso nasce in modo silenzioso, si insinua nella quotidianità e sfocia in crisi esistenziali difficili da decifrare.
Quando l’odio ammala le relazioni
Molte problematiche relazionali e di coppia affondano le loro radici nella difficoltà, se non nell’impossibilità e nella non volontà di padroneggiare sentimenti più o meno coscienti di odio distruttivo.
Quando si domanda la psicoterapia?
La psicoterapia è richiesta generalmente in un momento della vita in cui la pressione di pensieri e di emozioni tumultuosi impedisce di mettere a fuoco lucidamente cosa si vuole davvero.
Ragione o emozione?
La ragione a rigore non si pone “contro” le emozioni. Si crede falsamente che la persona razionale diffidi di ogni manifestazione emotiva, propria o altrui, bloccandola sul nascere o incapsulandola in un angolo remoto del proprio essere.
Rancore e perdono
Il rancore è uno dei malesseri psicologici più insidiosi e di difficile eradicazione.
Recensione di "Anatomia di una caduta"
Palma d'Oro al Festival di Cannes del 2023, l'opera della regista francese Justine Triet offre alla categoria degli addetti alla salute mentale importanti spunti critici rispetto alla cura del disagio psicologico individuale e di coppia.
Relazioni d’amore e vita di coppia: come affrontare le crisi sentimentali
Le relazioni d’amore, anche quando nascono e si sviluppano a partire da forti sentimenti reciproci, molto raramente sono esenti da problematiche che ne minano la stabilità.
Resilienza, fragilità psicologica e psicoterapia
Molte persone alle prese con traumi, lutti o separazioni sentono l’urgenza di tornare a stare bene rapidamente. L’insopportabilità del dolore, dovuta ad una fragilità psicologica di base, le porta a metterlo da parte, senza che esso possa rivelarsi come un’occasione di crescita e di autoconoscenza.
Riconoscere la depressione: segni, sintomi e come intervenire
La depressione è un disturbo dell'umore caratterizzato da una tristezza costante, che non se ne va con accadimenti piacevoli, e da una perdita di interesse per qualsiasi attività, anche la più amata. La manifestazione di questo "mal di vivere" avviene tramite sintomi psicologici e fisici e varia da individuo a individuo. In genere il funzionamento lavorativo e sociale della persona colpita viene gravemente compromesso.
Riflessioni sull’autostima
Qualunque terapeuta un po’ esperto sa quanto sia davvero inutile se non fallimentare lavorare direttamente sull’autostima di qualcuno.
Senso di colpa: come riconoscerlo e come gestirlo
Quando si parla di senso di colpa è opportuno distinguere le sue diverse declinazioni. Non esiste infatti un’unica tipologia di senso di colpa e non tutte le sue sfumature hanno un carattere patologico.
Separarsi con coscienza: perché il sacrificio non è un dono per i figli
Era la scusa preferita degli attuali settantenni o ottantenni, ma non mancano ancora oggi genitori che sostengono di rimandare la separazione per tenere unita la famiglia e dare ai figli la serenità familiare.