Sono aggressivi, senza freni morali, amano il potere fine a se stesso, si sentono minacciati da chiunque abbia più talento di loro. Sono i capi dalla personalità gravemente psicopatica, molti di più di quanto si possa pensare.
Sorridi e a malapena ti guarda, fai un complimento e lo vedi cadere nel vuoto, tenti una conversazione e ti risponde a monosillabi o smonta qualsiasi cosa tu dica, da un’osservazione sul tempo a un’opinione personale. Più sei diretto, aperto ed empatico e più lo infastidisci.
Era la scusa preferita degli attuali settantenni o ottantenni, ma non mancano ancora oggi genitori che sostengono di rimandare la separazione per tenere unita la famiglia e dare ai figli la serenità familiare.
Hanno alle spalle storie tristi, dolorose. Hanno perso la loro madre quando erano piccole, oppure sono state preda di madri abbandoniche o anaffettive. Si sono buttate col primo che diceva di amarle, che però aveva lui un bisogno immenso di cure e di appoggio. E poi sono arrivati i figli, e tra loro la bambina empatica, ipervigile, attenta.
In un mondo in cui siamo bombardati da input di ogni genere diventa difficile capire veramente cosa abbiamo dentro. Spesso si confonde il desiderio con il consumo: voglio questo o quello, e le scelte finiscono col ridursi all’alternativa fra cose o situazioni concrete. Cosa c’è invece dietro l’oggetto?




