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Angoscia e desiderio vanno quasi sempre a braccetto, soprattutto quando il desiderio è forte e ben radicato nel profondo del nostro essere.

L’ansia da separazione è un fenomeno oggi diffusissimo, che spesso si nasconde dietro ad altri sintomi di malessere, magari scambiati dal curante come segni di depressione.

Ansia e attacchi di panico differiscono per molti aspetti: nell'ansia si tratta di una manifestazione dell'inconscio, mentre gli attacchi di panico costituiscono un crollo violento e improvviso delle difese psichiche. 

Non esiste depressione clinica che non abbia l'ansia come componente significativa ci insegna Eugenio Borgna nel suo "Le figure dell'ansia".

Per gli psicoanalisti è un fatto assodato, certi tipi di ansia patologica  (non solo l’ansia da prestazione, ovvero quella legata strettamente alle situazioni sessuali) sono molto frequentemente dei correlati o di una sessualità nel presente non del tutto appagante e gioiosa, o di antichi conflitti ancora non pienamente risolti che implicano comunque  la sessualità.

Il cuore inizia ad accelerare, la prontezza mentale sembra tutto d’un tratto evaporare e confondersi nella nebbia, le gambe si irrigidiscono, le parole proprio non ne vogliono sapere di uscire o, se lo fanno, suonano stonate, fuori ritmo.

L’ansia, nonostante sia una condizione che tutti noi riconosciamo al volo quando ci siamo dentro, si manifesta in mille modi e con mille motivazioni diverse.

L'ansia è un affetto che sperimentiamo tutti, chi più frequentemente, chi meno. Essa può manifestarsi sotto forma di attesa angosciosa o di picco improvviso. La sua funzione "ancestrale" è quella di segnalare l'esistenza di eventuali pericoli esterni, che possono minacciare l'Integrità dell'Io.

Per alcuni è la notte il momento in cui un certo malessere psichico si fa sentire.

La paura tocca tutti gli esseri umani, in sè non è patologica, ma costituisce un’emozione ancestrale che entra in gioco ogni volta che ci troviamo in pericolo di vita.

L’invidia è il sentimento distruttivo per eccellenza. Parente dell’odio, non coincide completamente con esso, rappresentandone il volto peggiore, il lato più oscuro e più prossimo alla morte.

Gli attacchi di panico non costituiscono una sintomatologia fissa e stabile nel tempo, però se trascurati nel corso dei mesi possono limitare pesantemente l’autonomia personale, con conseguenze importanti anche sul piano psicologico