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Si deve a Peter Fonagy, noto psicoanalista ungherese, la ripresa e l’utilizzo del termine “mentalizzazione” per indicare la capacità umana di riconoscere i propri stati interiori (emozioni, desideri, intenzioni, aspettative, limiti, potenzialità ecc…)e specularmente quelli altrui.

Un’inquietudine diffusissima soprattutto fra i trentenni di oggi (ma non mancano casi di soggetti di età superiore ai quaranta) è la paura dell’intimità.

Quando le persone arrivano per la prima volta nel mio studio in zona Moscova, capita spesso che siano nervose. È normale. Anche se abbiamo moltissimo da dire possiamo avere paura: del giudizio, del silenzio, del non riuscire a far passare correttamente tutto quello che abbiamo dentro, macinato in solitudine e ancora non comunicato a nessuno.

La molla che porta quasi sempre a chiedere aiuto ad uno specialista è la presenza di un sintomo o di una costellazione di malesseri più o meno invalidanti, a volte percepiti come disturbanti corpi estranei oppure come parti della propria (complessa) personalità.

 Accettare di affiancare la psicoterapia a un cura farmacologica per molte persone che patiscono una sofferenza emotiva pesante non è per nulla semplice. 

Spesso le persone arrivano in psicoterapia già pregne di concetti riguardo se stesse. Hanno capito di essere in questo o in quell’altro modo e sono molto brave sia nell’argomentare che nell’individuare la causa delle loro difficoltà.

Il disagio psicologico spesso nasce in modo silenzioso, si insinua nella quotidianità e sfocia in crisi esistenziali difficili da decifrare.

La depressione è un disturbo dell'umore caratterizzato da una tristezza costante, che non se ne va con accadimenti piacevoli, e da una perdita di interesse per qualsiasi attività, anche la più amata. La manifestazione di questo "mal di vivere" avviene tramite sintomi psicologici e fisici e varia da individuo a individuo. In genere il funzionamento lavorativo e sociale della persona colpita viene gravemente compromesso. 

Il biopic sulla vita di Gianna Nannini “Sei nell’anima”, uscito da poco su Netflix, senza volerlo intenzionalmente racchiude un insegnamento prezioso sulla cura del disagio mentale che ogni terapeuta o familiare dovrebbe aver presente nell’accostarsi alla persona in crisi.

Esistono situazioni, non necessariamente le più gravi, in cui il terapeuta può proporre una cura farmacologica come integrazione al trattamento psicoterapeutico.

"Un Uomo" è il celebre romanzo di Oriana Fallaci scritto in memoria di Alekos Panagulis, suo compagno nonché “eroe“ anarchico della Grecia degli anni settanta, assassinato dal regime falsamente democratico che segue la dittatura di Georgios Papadopoulos.

In terapia incontriamo sempre più spesso casi in cui l'uomo, pur essendo coinvolto da una donna in modo non superficiale, finisce per trascurarla e persino per sceglierne una che non lo prende sul piano sentimentale.  La situazione diventa per lui conflittuale e fonte di nervosismo, tanto da non riuscire più a districarsi da solo nella matassa dei pensieri.