La presa di coscienza
Uno scopo del lavoro terapeutico, forse il principale, è promuovere una sorta di “rilancio” vitale, una nuova fiducia nelle proprie possibilità espressive in opposizione a noia e disincanto, a frustrazione e senso di impotenza.
Uno scopo del lavoro terapeutico, forse il principale, è promuovere una sorta di “rilancio” vitale, una nuova fiducia nelle proprie possibilità espressive in opposizione a noia e disincanto, a frustrazione e senso di impotenza.
La riproposizione senza sosta in seduta di tematiche relative all’apparire connesse ad un certo uso cronachistico della parola e ad un atteggiamento supponente, può balzare all’orecchio del clinico come il segno rivelatore della vera sofferenza di fondo del suo assistito, talmente imprigionato in una miriade di maschere “sociali” da ritenerle le uniche realtà esistenti.
La sofferenza depressiva costituisce il terreno d’elezione sui cui si innesta la maggior parte delle problematiche alimentari di natura psicologica.
L’infanzia quasi sempre è il tempo in cui iniziano a depositarsi i germi di un malessere psichico che si svilupperà successivamente nella giovinezza e poi nell’età adulta.
Male oscuro, Aiuto psicoterapeutico , Affrontare il senso di vuoto, Guarire dai sintomi, Oscillazioni del tono dell'umore
La paura in questi giorni di incertezza aggredisce tutti. I coinvolti non sono solo certe categorie di persone, gli ansiosi o gli ipocondriaci.
Sulla città metropolitana è calato il silenzio, rotto soltanto dallo sferragliare dei tram vuoti e dalle grida delle ambulanze in corsa.
In questo momento storico di fermo totale e di chiusura nelle nostre abitazioni siamo tutti chiamati ad un compito per molti di noi difficilissimo: restare con noi stessi senza possibilità di fuga.
Negli ultimi giorni si parla tanto del post emergenza, la fantasia di opinionisti di ogni genere si scatena con previsioni ora catastrofiche ora idealistiche.
La vita nei confini della propria abitazione: non poter uscire, nemmeno per una semplice passeggiata nel primo verde primaverile, non sapere quando tutto questo finirà, che effetti avrà su di noi e sul mondo, presagire tempi lunghi e incerti, convivere con preoccupazioni e notizie poco incoraggianti.
Qualche tempo fa, quando qui in Italia eravamo solo all’inizio dell’allarme Coronavirus e se ne parlava ancora in toni leggeri, arrivavano notizie dalla Cina relative all’impennata di richieste di divorzio conseguenti ai mesi di isolamento forzato in famiglia.
Impossibile non avvertire un “grande freddo” in queste settimane, in contrasto con la mitezza e la pace ritrovata della natura che filtra dalle nostre finestre, intorno alle quali ci aggiriamo più di quanto non abbiamo mai fatto in precedenza, come alla ricerca di un calore, una conferma, un ricordo di come era ieri e di come sarà domani.
In molti, in questi giorni sospesi, stanno sperimentando una sensazione contro intuitiva rispetto alle attese.
L’emergenza, in questo delicato periodo storico, può costituire ancora di più la porta di ingresso ad un trattamento psicoterapeutico.
Prima dell’emergenza Coronavirus una fetta importante di psicoterapeuti era piuttosto scettica sulla fattibilità ed efficacia della psicoterapia così detta “online”.
La vita scalpita a dispetto di tutto, della paura, del non sapere, dei divieti. E nel caos generale spinge per “riaprire”, come un fiume in piena che rompe gli argini.
Generalmente conosciamo due tipi di paura, quella “istintiva”, innescata direttamente dall’elemento minaccioso, e quella più “fredda”, dettata dall’esercizio della ragione.
Mancanza, insoddisfazione e desiderio d’altro, anche quando non sono coscientemente percepiti, sono sempre presenti nella dinamica psichica di chi tradisce.
Il così detto “mal d’amore” (sperimentato nel presente o nel passato) in quasi tutte le psicoterapie ad un certo punto va a costituire una materia di indagine privilegiata, sia per gli arrovellamenti e i tormenti a cui dà origine, che per la possibilità di identificare i fantasmi inconsci che insidiosamente mettono in scacco nelle relazioni e più in generale nella vita.
Il termine “madre” nell’immaginario collettivo rimanda immediatamente al tema dell’amore e della cura, dunque a qualcosa di incontestabilmente positivo.
La psicoterapia da remoto può riprodurre fedelmente quella vis a vis, sia nella dinamica che negli effetti.
Il termine rispetto viene dal latino e significa letteralmente “guardare indietro”. Il verbo “respicere” sembra alludere a qualcosa di più profondo di una semplice osservanza di una regola.
“Sono sempre stato un bighellone” mi ha detto recentemente un paziente con un certo tono di auto rimprovero durante uno dei primi incontri.
Male oscuro, Aiuto psicoterapeutico , Guarire dai sintomi, Oscillazioni del tono dell'umore
Non di rado accade di accogliere in terapia persone provenienti da percorsi psicoterapeutici recentissimi, interrotti per varie ragioni.
I social network sono nati, almeno apparentemente, con uno scopo virtuoso: mettere in connessione sconosciuti che altrimenti non avrebbero nessun’altra opportunità di conoscersi, permettendo scambi di informazioni ed idee in tempo reale.
Questo articolo rispetta le linee guida del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.
Specializzata in Psicoterapia psicoanalitica, accoglie i pazienti nel suo studio a Milano in zona Moscova, offrendo uno spazio di ascolto autentico e profondo.