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Perché la nevrosi non è la perversione

A tutti i clinici può capitare di imbattersi in soggetti strutturalmente "perversi", anche se tendenzialmente le loro domande di aiuto sono al fondo inconsistenti e le relative terapie sostanzialmente inconcludenti. È bene che il terapeuta sia in grado di distinguere un nevrotico che può mostrare tratti perversi (nella sessualità così come nelle relazioni) da un perverso vero e proprio, perché si tratta di soggetti che differiscono profondamente in quanto alle logiche che governano i loro comportamenti. Le modalità di trattamento varieranno dunque in maniera significativa a seconda della diagnosi differenziale.

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Psicoanalisi ed esperienza del reale

La psicoterapia è una pratica incentrata per lo più sul sostegno dell'Io, sul supporto della soggettività in crisi. Si tratta di un lavoro che produce effetti terapeutici, nella misura in cui allarga la visuale e moltiplica i punti di vista su certe situazioni, percepite in maniera distorta a causa di schemi mentali troppo rigidi, spesso impregnati di negativismo. L'effetto è quello di un distanziamento rispetto agli automatismi invalidanti ed un recupero delle potenzialità inespresse dell'Io, dei suoi punti di forza e della sua capacità di far fronte alle frustrazioni.

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Due volti dell'essere madre

La psicoanalisi anglosassone utilizza la metafora del "contenitore" e della "base sicura" per descrivere il senso più profondo della funzione materna, quello di sostenere l'essere del bambino e di favorirne così l'accesso alla vita. Sulla stessa scia Jacques Lacan parla di cure che "portano il marchio di un interesse particolareggiato": non si tratta solo di soddisfare i bisogni ma di riconoscere la particolarità di quello specifico bambino, diverso da tutti gli altri.

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L'altra donna

In molte donne, non necessariamente omosessuali, esiste la spiccata tendenza a confrontarsi continuamente con altri modelli femminili, quasi fossero mosse da un'incertezza riguardo al loro essere donne. Tale insistente riferimento all'altra donna ha infatti alla base, come radice inconscia, la ricerca di un'immagine femminile che possa rappresentare pienamente il segreto della femminilità. Qualcosa dell'essere donna sfugge, resta enigmatico. <<Quanta parte di donna c'è in me?>> è l'interrogativo sottostante, per rispondere al quale si avviano dei rapporti fusionali, a volte intensissimi, con altri esseri femminili.

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Il presente che cura

Saper cogliere il presente. È una risorsa, è un punto d'arrivo dicono i grandi insegnanti della psicoanalisi, ma anche, con linguaggi diversi, scrittori, filosofi, mistici e poeti. Una cura che dà esiti positivi ha sempre come ricaduta un maggior ancoraggio alla dimensione particolare della propria vita. Che si traduce in valorizzazione di ciò che c'è, in alternativa, in opposizione all'insoddisfazione perenne che porta invece a mancare costantemente l'incontro con la pienezza del momento.

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L'ossessivo e il suo desiderio secondo Lacan

In questo breve articolo proviamo succintamente ad abbordare la questione del complesso rapporto fra il soggetto ossessivo ed il suo desiderio a partire da alcuni stralci tratti dal Seminario V di Lacan.

L'ossessivo risolve la questione dell'evanescenza del suo desiderio facendone un desiderio interdetto. Egli lo fa sostenere dall'Altro, precisamente tramite l'interdizione dell'Altro.

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La fine dell'analisi

Secondo Jacques Lacan le analisi finiscono. Al di là delle interruzioni, sempre possibili, esiste la possibilità di una loro conclusione logica. E, come in ogni logica, la fine non è senza rapporto con l'inizio, la conclusione non è senza legame con le premesse.

Le analisi iniziano con il transfert. C'è un investimento sulla figura del terapeuta, colui che è "supposto sapere" una verità sul desiderio che sfugge al soggetto che domanda. Il quale, invitato a dire tutto quel che gli passa per la testa, abolendo ogni controllo razionale, si ritrova a non saper più quel che dice. Il sapere in partenza è tutto dalla parte dell'analista, il soggetto brancola nel buio.

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Analisi come esperienza

Svolgere un'analisi è primariamente vivere un'esperienza, un'esperienza di ricerca e di trasformazione. Già Hegel legava la conoscenza della verità all'esperienza: il sapere vero non arriva di colpo ma passo passo, nel corso di un'esperienza in cui il sapere non vero viene via via rimaneggiato.

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Psicoterapia o psicoanalisi?

Il fattore chiave di ogni psicoterapia non orientata dalla psicoanalisi è l'esistenza di un Altro con la A maiuscola che dice quello che bisogna fare. Il soggetto che soffre obbedisce alle sue prescrizioni e attende da lui approvazione. Il suo "sì" e il suo "no" dominano e orientano la cura.

Questo modo di intendere la terapia si basa sulla valorizzazione dell'identificazione. Se fai quello che ti dico di fare, se fai come me, se aderisci al modello che ti propongo sei salvo. C'è un dominio dell'immagine dell'Altro esercitata sull'Io del soggetto.

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La pazienza in psicoanalisi

La pazienza, intesa come arte di far fronte alle difficoltà vivendo con tranquillità e fiducia il tempo vuoto dell'attesa, pare essere diventata oggigiorno una virtù in via d'estinzione. La società contemporanea tende infatti a valorizzare il fare come unica via per raggiungere uno scopo, favorendo lo sviluppo di un'attitudine iperattiva che non ammette inciampi sulla via della realizzazione di un progetto o la risoluzione di un problema.

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La metafora delle due porte in analisi

La psicoanalista francese Colette Soler proponeva una metafora suggestiva per indicare i due tempi che scandiscono un vero lavoro analitico, facendoli corrispondere con l'attraversamento di due porte. La prima soglia da oltrepassare è quella della stanza dello psicoanalista: si deve pur bussare, domandare, compiere un primo passo.

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L'efficacia della parola

La parola umana racchiude un potere terapeutico enorme. Jacques Lacan in proposito distingueva la parola "vuota" dalla parola "piena", ritenendo solo quest'ultima in grado di produrre effetti di trasformazione. La parola vuota infatti non rappresenta altro che la chiacchiera, il lamento, lo sfogo fine a se stesso, lo sfoggio di cultura. Un parlare cioè senza la tridimensionalità data da un'implicazione in ciò che si dice, senza lo spessore conferito dall'esserci più autentico del soggetto.

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Sogno e desiderio inconscio

Urn sogno, diceva Sigmund Freud, realizza sempre allucinatoriamente un desiderio, anche quando il suo contenuto "manifesto" non vi appare immediatamente riconducibile. Fin dalla sua nascita la psicoanalisi ha considerato il sogno come "la via regia" d' accesso all'inconscio, una delle manifestazioni privilegiate del suo disvelamento, una prova inconfutabile della sua silenziosa esistenza diurna e del suo raffinato linguaggio.

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Il mistero nell'arte

La psicoanalisi si è sempre occupata di arte. Freud stesso riteneva che gli artisti cogliessero con immediatezza molte verità a cui la psicoanalisi nella sua elaborazione teorica poteva arrivare solo in virtù di ragionamenti di natura logico deduttiva.

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Ricominciare grazie ad un'analisi

Una delle grandi potenzialità insite nella psicoterapia è la possibilità che offre a chi la intraprende di riprendere in mano la propria vita. Ma che significa nel concreto? Cosa vuol dire ricominciare a vivere pienamente? E perché parlare a chi sa ascoltare ha degli effetti così dirompenti?

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La distruttività fra madre e figlia

"Ravage" ovvero "devastazione" è il termine spesso usato in psicoanalisi per descrivere il rapporto d'amore-odio che logora, a volte fino all'ultimo giorno di vita, molti rapporti fra madri e figlie. Sono soprattutto queste ultime a parlarne con dolore in analisi; le madri invischiate in tali tipi di relazione raramente si mettono in discussione, se non dopo molti anni e a volte in virtù di eventi drammatici che le portano a rileggere i propri atteggiamenti in termini critici.

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Tipi estroversi ed introversi: luci e ombre

Posto che non esiste il tipo estroverso puro così come l'introverso tout court, proprio perché ogni essere è una miscela unica di tratti che rendono impossibile qualsiasi sua riduzione ad uno stereotipo, possiamo però tratteggiare per comodità il ritratto delle due personalità estreme. Ciò per mostrare come ciascuna delle due tendenze dell'animo umano possegga luci ed ombre.

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L'angoscia è un segnale del desiderio

Siamo abituati a ritenere l'angoscia come uno stato spiacevole tout court, da cui tentare di prendere le distanze, data la sua forte tonalità negativa. Quando siamo angosciati infatti ci sentiamo preda di una sensazione particolarmente penosa, una sorta di spossessamento da noi stessi che ci priva della consueta lucidità con cui ci muoviamo nel mondo.

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Analisi e divenire se stessi

La mira principale di una psicoanalisi è quella di favorire, in un soggetto bloccato dalle sue nevrosi, la liberazione da quei vincoli mentali che ne limitano le possibilità di realizzazione.  Ciò a partire dalla consapevolezza che ogni uomo è per struttura condizionato e per certi versi addirittura fabbricato dall’Altro, dalle attese e dalle caratteristiche del contesto familiare e sociale di appartenenza.

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Psicoanalisi e separazione dall'Altro

La mira principale di una psicoanalisi è quella di favorire, in un soggetto bloccato dalle sue nevrosi, la liberazione da quei vincoli mentali che ne limitano le possibilità di realizzazione.  Ciò a partire dalla consapevolezza che ogni uomo è per struttura condizionato dall’Altro, dalle attese e dalle caratteristiche del contesto familiare e sociale di appartenenza.

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Perché lo psicologo gratis non funziona

Una consulenza psicologica, sia essa un primo colloquio diagnostico o una seduta di psicoterapia o di psicoanalisi, è soggetta a pagamento, al pari di tutte le altre prestazioni professionali. In un'economia di scambio infatti ogni attività lavorativa, dalla più umile a quella più qualificata, produce un certo valore, misurato in termini di danaro.

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Questo articolo rispetta le linee guida del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.

L'autrice
Dott.ssa Sibilla Ulivi, Psicologa e Psicoterapeuta iscritta all'Ordine degli Psicologi della Lombardia (n°81/81).

Specializzata in Psicoterapia psicoanalitica, accoglie i pazienti nel suo studio a Milano in zona Moscova, offrendo uno spazio di ascolto autentico e profondo.

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