Phubbing: quando il cellulare rovina le relazioni umane
“Phone” e “Snubbing” (snobbare) si fondono insieme e danno luogo al neologismo “Phubbing”, che assume allora il significato di ignorare l’interlocutore guardando lo schermo del cellulare.
La società contemporanea ci pone continuamente di fronte a nuove sfide emotive, relazionali e culturali che influenzano il nostro benessere interiore. In questa sezione trovi analisi e riflessioni dedicate alla psicologia dell'attualità: dall'impatto delle nuove tecnologie (come l'Intelligenza Artificiale e l'uso compulsivo dello smartphone) al mito dell'eterna giovinezza, dalla pressione sociale alla felicità fino alle dinamiche manipolatorie e al culto dell'immagine. Una chiave di lettura clinica per interpretare i fatti del nostro tempo, comprendere i nuovi disagi e ritrovare un equilibrio consapevole nella vita quotidiana.
“Phone” e “Snubbing” (snobbare) si fondono insieme e danno luogo al neologismo “Phubbing”, che assume allora il significato di ignorare l’interlocutore guardando lo schermo del cellulare.
Pochi giorni fa è apparso sul Corriere della Sera un bell’articolo di Susanna Tamaro, un po’ fuori dal coro rispetto alle esternazioni trite e ritrite dei vari specialisti psicologi interpellati a commentare gli ultimi, sconcertanti fatti di cronaca nera.
L’ossessione per la giovinezza del corpo e la longevità in questi ultimi anni è incrementata considerevolmente.
I fatti sono noti a tutti, abbiamo una giovanissima atleta che per un soffio non conquista il podio alle Olimpiadi di Parigi 2024 e una veterana ex atleta comodamente seduta in uno studio televisivo.
Il Natale anche quest’anno si presenta puntuale, un appuntamento fisso non solo con parenti e amici ma anche con una parte profonda della nostra emotività.
Per pubblicizzare i suoi servizi e prodotti un supermercato realizza un cortometraggio che ha per protagonista la dolorosa esperienza emotiva di una bambina alle prese con la separazione dei genitori.
L’importanza delle vacanze è lapalissiana: il riposo, l’avventura, la libertà dai doveri o il semplice tempo tutto per sè favoriscono la rigenerazione psicofisica, una sorta di “reset”, di annullamento di preoccupazioni e di tensioni disturbanti.
Il mito contemporaneo dell’immagine e della giovinezza a tutti i costi induce al consumo e influenza un po' tutti, soprattutto le personalità fragili.
Purtroppo viviamo in una società in cui la manipolazione a livello interpersonale è un atteggiamento diffusissimo, così pervasivo da passare inavvertito alle coscienze meno attente.
Il Natale, come si sa, nel modo di vivere occidentale ha perso qualsiasi connotazione spirituale. Ormai si può considerare a tutti gli effetti una festa “pagana”, in cui vengono adorati degli idoli più che onorato il mistero.
Se la mancanza di lavoro costituisce un problema, nella misura in cui priva della possibilità di un’esistenza dignitosa e attiva, un impiego non pienamente in linea con la propria personalità rischia di risultare altrettanto mortificante.
È esperienza comune purtroppo imbattersi in insegnanti che non solo non amano particolarmente il proprio lavoro, ma che lo fanno anche di malavoglia, con svogliatezza e senso di frustrazione.
In genere si pensa che le persone si dividano fra impulsive e riflessive, le prime predisposte a decisioni “di pancia”, rapide e magari rischiose, le seconde inclini all’analisi e dunque soggette alla procrastinazione.
In questi anni di pandemia stiamo assistendo ad un’esacerbazione di molti disagi psicologici. Lo spettro della malattia, la precarietà lavorativa, la tenuta traballante del sistema sanitario e sociale, la chiusura fra le quattro mura, la solitudine, l’aspettativa di un pieno ritorno alla normalità ciclicamente frustrata concorrono al mantenimento di stati depressivi e ansiosi (senza parlare delle ben note reazioni maniacali di negazione della realtà).
Il termine “gaslighting” sta entrando nel lessico comune, spesso le stesse persone in terapia lo utilizzano spontaneamente per descrivere dinamiche manipolatorie tossiche a cui si rendono conto di essere esposte nella loro vita affettiva.
L’arte più difficile ma indubbiamente salvifica per l’equilibrio interiore consiste nel vivere il presente senza il pensiero continuo del domani.
In genere un robusto equilibrio interiore non si basa né su un approccio passivo all’esistenza né al rovescio su un eccesso di presa e di controllo sugli eventi.
Ha una poesia particolare la città in piena estate.
Sono innegabili gli impatti dell’avvento di internet nella vita di ciascuno di noi. Dai quarant’anni in su ce ne rendiamo ben conto, noi della mezza età almeno i primi vent’anni della vita li abbiamo trascorsi nella più completa disconnessione (proprio perché non esisteva nulla a cui connettersi).
Lamentarsi è un ottimo modo per non confrontarsi davvero con se stessi.
Sembra scontato, ma non lo è. Alla base di ogni guarigione che si possa dire tale esiste sempre un fortissimo desiderio di guarire, mai astratto ma concreto e reale.
La forza del carattere viene generalmente associata alla capacità di andare avanti nonostante le difficoltà, al saper insistere, al voler trovare strategie per aggirare gli ostacoli, al non demordere di fronte alla possibilità di realizzare un obiettivo importante sopportando fatica e frustrazione.
Sguardo sfuggente, sorriso (se proprio si deve fare) appena abbozzato, spalle ricurve, andatura incerta, tic nervosi, inappetenza.
La figura di Peter Pan (un personaggio letterario, ibrido fra uccello e bambino), viene comunemente evocata per indicare l’immaturità emotiva tipica di alcuni soggetti, appartenenti soprattutto al sesso maschile.
Specializzata in Psicoterapia psicoanalitica, accoglie i pazienti nel suo studio a Milano in zona Moscova, offrendo uno spazio di ascolto autentico e profondo.