Solitudine e analisi
L'"infinità finita" di cui ci parla Emily Dickinson ha molti punti di contatto con i concetti di "castrazione" e "inconscio" così come li intende la psicoanalisi.
L'"infinità finita" di cui ci parla Emily Dickinson ha molti punti di contatto con i concetti di "castrazione" e "inconscio" così come li intende la psicoanalisi.
Il dolore psichico profondo assomiglia ad una notte senza stelle, nessuna luna o nessuna luce interiore si accendono a fare da bussola. Emily Dickinson ritrae così la disperazione: nessuna via di uscita, nessuna visione, perdita pura di qualsiasi riferimento.
Andare a "caccia" di felicità genera perenne insoddisfazione. L'ambita preda sfugge puntualmente ad ogni volontà di cattura, ad ogni moto di appropriazione. I celebri versi di Herman Hesse svelano questa verità.
Nel testo "Il discorso melanconico" Marie Claude Lambotte espone una tesi originale che tenta di disgiungere la melanconia sia dalla psicosi maniaco depressiva (in cui tende ad essere ricondotta dalla psichiatria) che dal lutto (al quale viene accostata per lo più dalla psicoanalisi).
Francoise Dolto, nota specialista in psicoanalisi infantile nonchè allieva di Jacques Lacan, in tutti i suoi scritti sostiene con forza l'importanza cruciale della prima educazione del bambino ai fini del futuro sviluppo della sua personalità.
Eugene Minkowski, medico e studioso appassionato di filosofia, è oggi considerato (assieme all'amico Biswanger) il principale esponente della psichiatria fenomenologica del Novecento.
Alain Badiou, uno dei massimi filosofi viventi, con il suo "La vera vita. Appello alla corruzione dei giovani" ci regala un'originale lettura della condizione giovanile nella contemporaneità.
Frances Tustin (insieme a Donald Meltzer) costituisce ancora oggi il più importante riferimento psicoanalitico nel campo della ricerca e della clinica dell'autismo.
"La terza età" di Simone de Beauvoir è un ricchissimo saggio sulla vecchiaia che, benché redatto negli anni settanta, risulta ancora oggi estremamente attuale per cogliere la complessità di una condizione umana divenuta oggetto di un tabù persistente.
Eugenio Borgna, primario di Psichiatria dell'Ospedale Maggiore di Novara, è stato allievo di uno dei più insigni maestri di fenomenologia in Italia, Enrico Morselli.
In “Che cosa chiede Edipo alla Sfinge”, Elvio Fachinelli interroga con preveggenza il fenomeno della “psicoanalisi della risposta”, intuendone l’ineluttabilità del declino e auspicandosi l’avvento di una “psicoanalisi interrogante”.
Sempre più spesso, come psicologi, negli studi o nelle istituzioni riceviamo domande angosciate di giovani uomini e giovani donne alle prese con sintomi che impediscono loro di proseguire con la consueta determinazione nel proprio percorso di vita, sia esso accademico, artistico, sportivo o lavorativo.
La possibilità di separarsi, di divorziare, se da una parte libera dal giogo del legame infelice a tutti i costi, dall’altra ha delle indubbie e pesanti ricadute sui figli, nella fattispecie quando sono dei bambini o appena adolescenti (mentre dai vent’anni in su le cose cambiano drasticamente).
Nelle discussioni fra clinici o semplicemente nell’ambito di una riflessione personale sui casi in cura, ci si interroga spesso sul mistero della così detta “pulsione di morte”, termine utilizzato per indicare tutti quegli atteggiamenti autodistruttivi (di grado variabile per pervasività e intensità) che minano la vita di un essere umano, tormentandola, umiliandola, svuotandola di senso.
C’è un rapporto intimo fra disturbi dell’umore e disturbi del comportamento alimentare, che l’esperienza clinica ci svela nella quasi totalità dei casi.
L’affetto depressivo tendenzialmente mal si concilia con l’esercizio della parola, inteso quest’ultimo come possibilità di espressione ed elaborazione di questioni relative a verità soggettive. La depressione blocca la parola sia nella sua dimensione di ponte nei confronti dell’Altro, sia nella sua potenzialità dinamica di scoperta del nuovo.
Male oscuro, Perdita di interesse , Aiuto psicoterapeutico , Perdita lucidità , Oscillazioni del tono dell'umore
Nei seminari di Tavistock Bion afferma in maniera perentoria come la situazione analitica non sia semplicemente una “conversazione” fra esseri umani.
Il vissuto di esclusione, quando portato all’eccesso, ha un potere devastante nelle vite di chi lo patisce. In questi casi infatti la banale e comune interrogazione rispetto al proprio valore agli occhi degli altri viene estremizzata, così da diventare la prima preoccupazione rispetto a tutto, scelte, frequentazioni, attività. A discapito dell’espressione autentica di se stessi.
“La mia indipendenza, che è la mia forza, implica la solitudine, che é la mia debolezza”. Questa frase, attribuita a Pier Paolo Pasolini, condensa con precisione il conflitto che molti amanti dell’indipendenza vivono in rapporto alla quota più o meno grande di solitudine inevitabilmente connessa.
Uno dei nemici più difficili da combattere all’interno di una psicoterapia è il lamento. Quello sterile, quello reiterato, quello fine a se stesso. Per alcuni soggetti lamentarsi sembra l’unica forma di espressione possibile, l’unica modalità di abitare un discorso. Prendere parola si trasforma automaticamente in fare l’elenco di ciò che non va, non é andato nè mai andrà. In una circolarità che non lascia spazio a nient’altro che non sia dell’ordine del vittimismo.
Cosa cercano le persone quando si rivolgono ad un terapeuta? Cosa vogliono, cosa si aspettano?
Amore (inteso come voler bene incondizionatamente) e desiderio, come è noto, non sempre vanno a braccetto. Si può amare qualcuno senza desiderarlo così come lo si può desiderare senza amarlo.
Secondo la visione junghiana, nel momento in cui il malessere psichico si impadronisce di un essere umano ci troviamo invariabilmente di fronte ad un crollo del suo orientamento cosciente.
L’amore materno dà la vita, e ciò è universalmente riconosciuto. Le cure, le parole, la presenza della madre sono mattoni fondamentali su cui si verrà a costruire un possibile futuro equilibrio psichico.
Questo articolo rispetta le linee guida del Codice Deontologico degli Psicologi Italiani.
Specializzata in Psicoterapia psicoanalitica, accoglie i pazienti nel suo studio a Milano in zona Moscova, offrendo uno spazio di ascolto autentico e profondo.